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COST A AZZU RRA Saint Tropez...

Date post: 07-Sep-2018
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Author: lykien
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18 Saint Tropez forever C O S T A A Z Z U R R A A RTE N AVALE luoghi di fascino Da oltre cent’anni la cittadina francese è luogo di svago, di riposo e di ispirazione per tutti. Dal suo porticciolo sono transitati i più famosi yacht del mondo. I suoi locali sono diventati punto di riferimento per il jet-set internazionale di/ by Tealdo Tealdi “L a percezione di una pace vitale si fa via via più inten- sa, quasi fosse un antidoto salvifico. E che luce! Quel tramonto pul- viscolare giallo, arancio, viola e azzurro che cheta le acque, che rassicura l’animo, che avvolge ogni cosa di una sublime e ipnotica bellezza”. Così il pittore Paul Signac descriveva Saint Tropez nel 1892 e bisogna rico- noscere che, nonostante il panorama sia cambiato, certi colori, atmosfere e sensazioni, sono rimasti praticamente gli stessi. I giovani spesso non lo sanno e si affidano a un mito senza conoscerlo realmente, ma la notorietà del posto poggia su basi solide, che risalgono nel tempo, anche senza risalire a Caius Sil- vius Torpertius, l’intendente di Nerone decapitato nel 68 dc per non aver voluto abiurare alla sua fede e che dette il suo nome al villaggio affacciato sulla baia. L’influenza dei genovesi e dei liguri, che la abitarono a lungo, è evidente, soprat- tutto nel porto, da quando nel 1436 Jean “T he perception of a vital peace gradually becomes more intense, almost as though it were a saving antidote. And the light! That dusty yellow, orange, violet and blue sunset that calms the waters, reassures the soul and envelops everything with a sublime and hypnotic beauty.” This is how the artist Paul Signac described Saint Tropez in 1892 and it has to be said that, although the view has changed, certain colors, atmosphere and sensations have remained practically the same. Young people often do not know it and rely on a myth without really knowing it, but the fame of the place rests on solid foundations, which date back in time, even without going as far back as Caius Silvius Torpertius, the intendant of Nero decapi- tated in 68 AD for not having wanted to abjure his faith and who gave his name to the village looking on to the bay. The influ- ence of the Genoese and Ligurians, who lived there for a long time, is clear, espe- cially in the harbor, since 1436, when Jean
Transcript
Saint Tropez forever
C O S T A A Z Z U R R A
Arte NAvAle
luoghi di fascino
Da oltre cent’anni la cittadina francese è luogo di svago, di riposo e di ispirazione per tutti. Dal suo porticciolo sono transitati
i più famosi yacht del mondo. I suoi locali sono diventati punto di riferimento per il jet-set internazionale
d i/by Tealdo Teald i
“La percezione di una pace vitale si fa via via più inten- sa, quasi fosse un antidoto
salvifico. E che luce! Quel tramonto pul- viscolare giallo, arancio, viola e azzurro che cheta le acque, che rassicura l’animo, che avvolge ogni cosa di una sublime e ipnotica bellezza”. Così il pittore Paul Signac descriveva Saint Tropez nel 1892 e bisogna rico- noscere che, nonostante il panorama sia cambiato, certi colori, atmosfere e sensazioni, sono rimasti praticamente gli stessi. I giovani spesso non lo sanno e si affidano a un mito senza conoscerlo realmente, ma la notorietà del posto poggia su basi solide, che risalgono nel tempo, anche senza risalire a Caius Sil- vius Torpertius, l’intendente di Nerone decapitato nel 68 dc per non aver voluto abiurare alla sua fede e che dette il suo nome al villaggio affacciato sulla baia. L’influenza dei genovesi e dei liguri, che la abitarono a lungo, è evidente, soprat- tutto nel porto, da quando nel 1436 Jean
“The perception of a vital peace gradually becomes more intense, almost as though it
were a saving antidote. And the light! That dusty yellow, orange, violet and blue sunset that calms the waters, reassures the soul and envelops everything with a sublime and hypnotic beauty.” This is how the artist Paul Signac described Saint Tropez in 1892 and it has to be said that, although the view has changed, certain colors, atmosphere and sensations have remained practically the same. Young people often do not know it and rely on a myth without really knowing it, but the fame of the place rests on solid foundations, which date back in time, even without going as far back as Caius Silvius Torpertius, the intendant of Nero decapi- tated in 68 AD for not having wanted to abjure his faith and who gave his name to the village looking on to the bay. The influ- ence of the Genoese and Ligurians, who lived there for a long time, is clear, espe- cially in the harbor, since 1436, when Jean
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Il porto di Saint Tropez in un quadro tridimensionale di Ivan Hor, artista di origini ungheresi,
arrivato in Francia nel 1956 dopo la rivolta di quel popolo e trasferito a Saint Tropez nel
1968, dove possiede due atelier. I suoi parenti, tuttora in Ungheria, lo riforniscono ogni
anno di centinaia di barchette di carta, che usa per le sue composizioni.
The port of Saint Tropez in a 3D painting by Ivan Hor, an artist of Hungarian origin,
who arrived in France in 1956 after the popular uprising. He moved to Saint Tropez,
where he has two studios, in 1968. His relatives, still in Hungary, supply him every
year with hundreds of paper boats, which he uses in his compositions.
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de Cossa, barone di Grimaud, fece ap- pello al gentiluomo genovese Raffaele di Garezzio, per ripopolare il villaggio, più volte distrutto. Il risultato è che molte famiglie hanno cognomi di chiara origine italiana e la bandiera locale ha i colori bianco e rosso, quelli dell’antica Repubblica di Genova. Fu lo scrittore Guy de Maupassant, che nel 1888 capitò in questo piccolo villaggio di pescatori a bordo del suo yacht Bel-Ami, che lo de- scrisse per la prima volta: “Una di quelle graziose e semplici figlie del mare, spinta nell’acqua come una conchiglia, nutrita di pesci e d’aria marina, dove nascono
i marinai”. Dopo di lui, vennero molti pittori, tra cui spicca Matisse, che ivi di- pinse la sua opera principale Luxe, calme et volupté nel 1904. Già nel 1914 il turismo d’élite, cominciò a frequentarla con Coco Chanel, Maurice Chevalier e Isadora Duncan. Ma l’atmosfera particolare, che già allora vedeva auto di prestigio, yachts e divertimenti negati ai più, era mischiata a un’altra, più intellettuale, di cui si fece testimone la scrittrice Colette, che nel 1932 scrisse nel suo libro Prisons et para- dis: “Cocktails e champagne sugli yacht in porto. Io conosco l’altra Saint Tropez, che esiste ancora ed esisterà sempre per
quelli che si levano all’alba”. Dopo di lei i nomi famosi non si contarono più: Errol Flynn, Marlene Dietrich, Orson Welles, Ernest Hemingway, Gérard Philipe e Picasso. Subito dopo la guerra arrivarono gli “esistenzialisti”: Jean-Paul Sartre con Simone de Beauvoir e Juliette Greco. Nel 1954, una giovane ragazza di 19 anni, Françoise Sagan, pubblica il suo primo romanzo: Bonjour tristesse, il manifesto di una gioventù, psicologicamente fragile, che trova in Saint Tropez un luogo dove esistere più liberamente. Ma è l’anno seguente, quando un giovane regista, Roger Vadim, vi gira un film, per allora
Il Golfo di Saint Tropez durante
una regata di barche d’epoca,
che vi si svolgono numerose,
facilitate da condizioni
impegnative.
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de Cossa, baron of Grimaud, called on the Genoese gentleman Raffaele di Garezzio, to repopulate the village, which had been destroyed several times. The result is that many families have surnames of clear Italian origin and the local flag is white and red, the colors of the ancient Republic of Genoa. It was the writer Guy de Mau- passant, who in 1888 happened to come across this small fishing village on board his yacht Bel-Ami, and described it for the first time: “One of those pretty and simple daughters of the sea, pushed into the water like a shell, fed on fish and sea air, where sailors are born.” He was followed by
many artists, with Matisse standing out: he painted his main work Luxe, calme et volupté there in 1904. From as early as 1914, the elite chose to visit it, with Coco Chanel, Maurice Chevalier and Isa- dora Duncan. The particular atmosphere, which even then saw prestigious cars, yachts and entertainment for a select few only, was mixed with another more intellec- tual atmosphere, of which the writer Colette was a witness, writing in 1932 in her book Prisons et paradis: “Cocktails and cham- pagne on the yachts in the harbor. I know the other Saint Tropez, which still exists and will always exist for those who rise
at daybreak.” After her, there is no end to the famous names: Errol Flynn, Marlene Dietrich, Orson Welles, Ernest Heming- way, Gérard Philipe and Picasso. Imme- diately after the war, the “Existentialists” arrive: Jean-Paul Sartre with Simone de Beauvoir and Juliette Greco. In 1954, a young girl of 19, Françoise Sagan, pub- lished her first novel: Bonjour tristesse, the manifesto of a psychologically fragile youth that find in Saint Tropez a place where they can exist more freely. But it is the following year, when a young director, Roger Vadim, shoots a film, for the time scandalous, there, Et Dieu créa la femme,
The Bay of Saint Tropez during one of
the many regattas of vintage boats,
helped by a particularly favorable
climate, although at times it can be
challenging.
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lo stesso da tempo
riprodotto più avanti,
dipinto nel 1899.
molo, una volta riservato
riempie fino all’inverosimile
rilassarsi dopo una giornata
impressioni della giornata.
immemorial and the bell
painting by Paul Signac
regattas, the pier, once
is packed with a public who
can relax after a day in the
sun and exchange their
impressions of the day.
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scandaloso, Et Dieu créa la femme, con Brigitte Bardot, ne avviene la definitiva consacrazione internazionale. Noi italiani l’abbiamo scoperta solo nei primi anni ‘60, quando cominciano ad arrivare personaggi come Gianni Agnelli, con tutta la sua flotta al completo, tra cui Agneta, il suo yawl a due alberi in moga- no e il G50 di Renato Sonny Levi, ma il primo a mettere il nome sulla bocca di tutti, o forse è meglio dire, nelle gambe, è Peppino di Capri con la sua canzone Saint Tropez Twist del 1962. A darle totale rinomanza per noi italiani è, nell’estate del 1968, la storia tra il simbolo assoluto della femminilità del tempo, Brigitte Bardot, con un giovane nostro compatrio- ta, Gigi Rizzi. Quelli che erano chiamati
with Brigitte Bardot, that it is internation- ally consecrated once and for all. The Italians didn’t discover it until the early 1960s, when figures like Gianni Agnelli, who took his whole fleet there, including Agneta, his two-mast mahog- any yawl and the G50 by Renato Sonny Levi, started going there but the first to put its name on everybody’s lips, or perhaps it is better to say in their legs, was Peppino di Capri with his 1962 song Saint Tropez Twist. In the summer of 1968 it was the love story between the absolute symbol of femininity of the time, Brigitte Bardot, and a young Italian, Gigi Rizzi, that really made it famous for Italians. Called “Les italiens”, they burst into the life of the vil- lage and as Gigi has said: “Without hav-
Da sinistra in senso orario: Luxe calme et volupté, forse l’opera più famosa di Henri Matisse dipinta tra il 1904 e il 1905. Notate
il colore del cielo sullo sfondo, le ombre dietro le figure al tramonto, la spiaggia, il golfo, gli alberi, la barca a vela: più
di cento anni sono trascorsi, ma il panorama, le luci e i colori sono gli stessi. Il balcone dell’Hotel Sube, sul porto, non è
cambiato da quando Paul Signac e Henri Matisse, vi sostavano ore a godere del panorama. Paul Signac 1899, Saint Tropez le
quai. Paul Signac 1899 Entrée du port de Saint Tropez au soleil couchant. Paul Signac 1895 Saint Tropez l’orage.
From the left, clockwise Luxe calme et volupté Perhaps the most famous work by Henri Matisse, which he painted between
1904 and 1905. Note the color of the sky in the background, the shadows behind the figures in the sunset, the beach, the
bay, the trees and the yacht: more than one hundred years have passed, but the view, the light and the colors are still the
same. The balcony of the Hotel Sube, on the harbor, has not changed since when Paul Signac and Henri Matisse, spent many hours there enjoying the view Paul Signac 1899, Saint Tropez le
quai Paul Signac 1899 Entrée du port de Saint Tropez au soleil couchant Paul Signac 1895 Saint Tropez l’orage.
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“Les italiens”, irrompono nella vita del paese e, come ha detto Gigi: “Senza avere le Ferrari, le Rolls o gli yachts di trenta metri, di cui erano invece dotati i “concor- renti" stranieri; me la giocavo tutto con la mia faccia e quella era la sfida più ec- citante”. Chiamati allora “latin lovers”, riempiono le cronache rosa del tempo, testimoni di una gioventù sfrenata e il cui motto, come ha scritto Gigi Rizzi era: “Piedi nudi, jeans, capelli al vento e via. Vaffanculo”. Quei primi anni sono l’ini- zio, come ci ha detto Claude Maniscalco direttore del locale ufficio del turismo “di una storia d’amore, che si basa su un passato, una cultura e una geografia comune, ma che si alimenta sempre di più. Gli italiani trovano, così vicini alle
ing the Ferraris, Rolls or 93 ft yachts, that the foreign competitors had, I staked every- thing on my face and that was the most exciting challenge.” The so-called “Latin lovers” filled the gossip pages of the time, witnesses of a wild youth and whose motto, as Gigi Rizzi wrote, was: “Bare feet, jeans, hair blowing in the wind and away. To hell with everything.” Those early years were the start, as Claude Maniscalco, director of the local tourism office, told us “of a love story that is based on a common past, cul- ture and geography, but which is increas- ingly kindled. The Italians find, very close to their frontiers, the characteristics of their Dolce Vita, which they are very fond of: aesthetics, pleasures and relaxing in the sun. Every weekend thousands come, many stay for a long time, bringing their effortless elegance into our characteristic streets and luxurious boutiques, enjoying a strong coffee on the Port and infecting, with their joie de vivre, all the places they visit, until late at night.” Now life in what used to be a fishing vil- lage has changed, although the atmosphere of those times, the magic that bewitched the resort has gone. Today it is the turn of clubs and restaurants on the beach that are more suitable for families, large or small, such as Tahiti, Nikki Beach and Club 55, but if they want to follow in the steps of Signac and Matisse, they can conquer a place on the veranda of the Hotel Sube,
Those beaches that witnessed the landing
of the Allied forces of liberation on 15th
August 1944, are now often luxury beaches,
popular with the international jet set and a
carefree youth. It was Bernard de Colmont
who arrived there first with his family in
1948, leading a fairly wild lifestyle for
several years. In 1955 he opened a sort
of restaurant for the film crew working
on Roger Vadim’s Et Dieu créa la femme,
starring a very young and beautiful Brigitte
Bardot. His son, Patrice de Colmont,
the creator of the mythical regatta, the
Nioulargue, continued in the family
tradition and his restaurant Le Club 55, with
the characteristic white parasols and light
blue sunbeds, is the most popular of all,
followed by Nikki Beach, a meeting place
for many actors and singers (in the photo,
Bono of the U2).
livello, frequentati dal jet set internazionale
e da una gioventù spensierata. Fu Bernard
de Colmont che per primo vi arrivò con la
famiglia nel 1948, vivendovi per anni in
uno stile di vita abbastanza selvaggio, che
aprì nel 1955, per la troupe del film Et Dieu
crea la femme di Roger Vadim, con una
giovanissima e bellissima Brigitte Bardot,
una specie di ristorante. Suo figlio, Patrice
de Colmont, creatore della mitica regata
Nioulargue, ha continuato nella tradizione
familiare e il suo ristorante Le Club 55, con i
caratteristici ombrelloni bianchi e materassi
celesti, è il più frequentato di tutti, seguito
da Nikki Beach luogo di ritrovo di molti
attori e cantanti (nella foto Bono degli U2).
lUxE CAlME ET vOlUpTé Notate il colore del cielo sullo sfondo, le ombre dietro le figure al tramonto, la spiaggia, il golfo, gli alberi, la barca a vela: più di cento anni sono trascorsi, ma il panorama, i colori e le luci sono gli stessi. “Brigitte Bardot volle lo sconto sul Super Florida che comprò”, ci dice l’ingegnere Carlo Riva, per tutti solamente l’Ingegnere, nel suo ufficio a Sarnico, sul lago d’Iseo, in mezzo ai ricordi e ai trofei di una vita. Non pensate però di farvi ingannare dai suoi 90 anni compiuti, in quanto vi subisserà con un fiume di parole, di ricordi, di deviazioni e parentesi momentanee, che vengono abbandonate appena terminate e chiuse, in cui siete
of a lifetime. Don’t think though that you can be deceived by his being 90, as he will overwhelm you with a river of words, memories, digressions and momentary parentheses, which are left as soon as they are finished and closed, and it is you, necessarily younger, who loses the thread, that he always keeps. To return to Saint Tropez and BB: ”Yes, she had haggled over the price, but I have to say she became a good client; she also bought a Riva Junior, for water-skiing, which was always anchored in front of La Mandrague, her house in the neighboring Bay of Canoubiers”. Is it true that with every boyfriend she changed motorboats? He smiles. “Maybe, but I could not do without that type of advertising, which I obviously liked. The boats built in Sarnico were everywhere on the local scene, and one of the symbols of life of the time, Gigi Rizzi, who we have already mentioned, says that: “There was always a Riva moored up ready for us.” It could not be any other way as the most famous celebrities of the 1960s seemed that they could not do without one: Roger Vadim, Brigitte Bardot, Gunther Sachs and Jacques Charrier, only to mention those who spend their vacation in the resort we are talking about, since all over the world Riva boats were and still are the quintessence of elegance. Moored in the harbor, at the piers of the Sportmer, attended to by a small army of employees, coordinated by the legendary importer of the time Antoine Mercurio, they were and are always ready to take clients and enthusiasts to the beaches of Pampelonne or even further. Even today, when one passes by, all eyes are on those woods, those lines that have resisted the passing of the years much better than who had bought them and those who are on board are looked at not with envy but admiration. The magic can still continue though, as a Riva office has been opened in a strategic position in the square of the town hall, very close to the harbor, where you can breathe that atmosphere, get all the information you want and try out at sea the descendants of the creations of the “Ingegnere”, perpetrating a story that is a legend.
voi, necessariamente più giovani, a perdere il filo, sempre tenuto da lui. Ma torniamo a Saint Tropez e a BB: ”Sì, aveva tirato sul prezzo, ma devo dire che divenne una buona cliente; comprò anche un Riva Junior, con cui faceva sci nautico, ancorato sempre davanti alla Mandrague, la sua casa nell’adiacente Golfo di Canoubiers”. Ma è vero, che ad ogni fidanzato che cambiava lei sostituiva il motoscafo? Sorride “ Può darsi, ma di quel tipo di pubblicità, che sicuramente mi faceva piacere, ne potevo fare a meno”. Certo che le barche costruite a Sarnico erano onnipresenti nel panorama locale, tant’è che uno dei simboli della vita del tempo, Gigi Rizzi, che abbiamo già citato, afferma che: “All’ormeggio c’è sempre
un Riva pronto ad accoglierci”. Non poteva essere altro, in quanto i personaggi più famosi degli anni ‘60 sembrava non potessero farne a meno: Roger Vadim, Brigitte Bardot, Gunther Sachs e Jacques Charrier, solo per citare
quelli che trascorrevano le vacanze nella località oggetto del nostro raccontare, in quanto in tutto il mondo le barche Riva erano e sono la quintessenza dell’eleganza. Ormeggiati nel porto, nei pontili della Sportmer, curati da un piccolo esercito di addetti, coordinato dal mitico importatore d’allora Antoine Mercurio, erano e sono sempre pronti a portare clienti e appassionati alle spiagge di Pampelonne o persino più lontano. Anche oggi, quando ne passa uno, tutti gli sguardi sono rivolti a quei legni, quelle linee che hanno resistito al passare degli anni molto meglio di chi li aveva comprati un tempo e coloro che sono a bordo suscitano sguardi non di invidia, ma di ammirazione. Ma la magia può continuare anche ora, in quanto è stato aperto un ufficio Riva, in posizione stategica nella piazza del Comune, vicinissimo al porto, dove è possibile respirare quell’atmosfera, avere tutte le informazioni desiderate e andare a provare in mare le discendenti di quelle create dall’Ingegnere, perpetuando una storia che è leggenda.
lUxE CAlME ET vOlUpTé Note the color of the sky in the background, the shadows behind the figures in the sunset, the beach, the bay, the trees and the yacht: more than a hundred years have passed but the panorama, the colors and the lights are the same. “Brigitte Bardot wanted a discount on the Super Florida she bought,” Carlo Riva tells us, who is known by all only as the “Ingegnere”, in his office in Sarnico, on Lake Iseo, surrounded by the memories and trophies
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loro frontiere, le caratteristiche della loro Dolce Vita, a cui sono molto attaccati: estetica, piaceri e far niente sotto il sole. Ogni fine settimana sono in migliaia ad arrivare, molti si fermano a lungo, por- tando la loro disinvolta eleganza nelle nostre caratteristiche stradine e lussuose boutique, assaporando un ristretto sul Porto e contagiando, con la loro gioia di vita, tutti i luoghi che frequentano, fino a notte inoltrata”. Ora la vita in quell'antico borgo di pe- scatori è cambiata, anche se l’atmosfera di allora, la magia che ammantava la località è finita. Oggi è la volta di locali e ristoranti sulla spiaggia più adatti a un pubblico con famiglie, allargate più o meno, come Tahiti, Nikki Beach e Club 55, ma se si vogliono seguire le orme di Signac e Matisse, ci si può conquistare un posticino sul terrazzino dell’Hotel Sube, rimasto quasi uguale dal tempo in cui i due pittori lo frequentavano, godendo della vista di yachts a motore e barche a vela, in una concentrazione e grandezza che ha dell’incredibile. Perché Saint Tropez è stata capace di reinventarsi, come ci ha detto Patrice de Colmont, creatore di uno degli eventi veli- ci diventati tra i più importanti al mondo, La Nioulargue: “È diventata famosa du- rante il periodo della cultura, mantiene questa fama anche durante quello della ricchezza, perché è sempre più vero che: Saint Tropez forever”.
which has stayed the same since when the two artists stayed there, enjoying the view of motor yachts and sailing boats, in an incredible concentration and dimension. Because Saint Tropez has been capable of reinventing itself, as Patrice de Colmont, creator of a sailing event that has become one of the most famous in the world, La Nioulargue, told us: “It became famous during the period of culture, it kept this fame even during the period of wealth because it is increasingly true that: Saint Tropez forever”.
Una presenza costante a Saint Tropez le imbarcazioni dell’avvocato Gianni Agnelli: Agneta, un Bermudian Yawl del 1948,
posseduto per oltre 30 anni e il G50, disegnato da Renato Sonny Levi nel 1968, un fast commuter capace di raggiungere i 55 nodi.

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