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GRESSONEY SAINT JEAN & GABY · di Gaby e di Gressoney-Saint-Jean (Ao). Lo studio di impatto...

Date post: 20-Jun-2020
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Comuni di GRESSONEY SAINT JEAN & GABY Committenti: e-mail: [email protected] Passage di Verger, n. 5 - 11100 AOSTA Tel./Fax : 0165 40322 Arch.: Edi VUILLERMOZ Geom.: Lino GRIMOD Tel.: 0165 267064 11100 AOSTA Via Kaolack, 13 Dott.Geologo Stefano DE LEO ord.ing.Aosta n.A-664 Alberto GRIMOD Ing. Passage du Verger, 3 11100 AOSTA Tel.: 0165 40322 Sig. VUILLERMOZ Edi STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE Aosta, agg. maggio 2016
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  • Comuni di

    GRESSONEY SAINT JEAN & GABY

    Committenti:

    e-mail: [email protected]

    Passage di Verger, n. 5 - 11100 AOSTATel./Fax : 0165 40322

    Arch.: Edi VUILLERMOZ Geom.: Lino GRIMOD Tel.: 0165 26706411100 AOSTA

    Via Kaolack, 13

    Dott.GeologoStefano DE LEO

    ord.ing.Aosta n.A-664Alberto GRIMOD

    Ing.

    Passage du Verger, 311100 AOSTA

    Tel.: 0165 40322

    Sig. VUILLERMOZ Edi

    STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE

    Aosta, agg. maggio 2016

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    Premessa

    Lo Studio di impatto ambientale (SIA) in oggetto è finalizzato alla Valutazione di Impatto

    Ambientale (VIA), secondo quanto disposto dalla legge regionale 18 giugno 1999, n. 14,

    relativa al progetto di costruzione di un impianto idroelettrico sul torrente Lys nei comuni

    di Gaby e di Gressoney-Saint-Jean (Ao). Lo studio di impatto ambientale originale fu redatto

    in risposta alla lettera del 19/3/2008 del Servizio gestione risorse e demanio idrico della

    Regione Autonoma Valle d’Aosta nella quale veniva richiesto di presentare antro 15 mesi la

    relazione di compatibilità della derivazione con gli obiettivi fissati dal PTA, il progetto

    preliminare e relativo studio di impatto ambientale e la richiesta di valutazione di impatto

    ambientale. A seguito del sopralluogo effettuato in sede di V.I.A. e di alcune modifiche al

    progetto, oltre agli accordi intervenuti col Comune di Gressoney-Saint-Jean, lo studio è stato

    integrato e redatto in conformità alla lettera del 24/11/2014 prot. 9810/TA dell’Assessorato

    Territorio e Ambiente.

    Siccome la relazione di compatibilità ha richiesto una fase di monitoraggio sul corso d’acqua,

    finalizzato alla valutazione di compatibilità col PTA, della durata di oltre un anno, si ritiene

    che lo studio di impatto ambientale abbia avuto inizio dalla data della lettera succitata

    sebbene la richiesta di Valutazione di impatto ambientale non sia stata formalmente

    presentata; la presentazione della richiesta alla data attuale, seguente al 30/6/2009 data di

    approvazione della L.R. 12/2009, comporterebbe di fatto la richiesta di verifica di

    assoggettabilità, ai sensi dell’art. 17 della l.r. 12/09, in quanto il progetto riguarda un

    impianto per la produzione idroelettrica con potenza installata maggiore di 100 kW – lettera

    l del comma 2 dell’allegato B -.

    Si ritiene che la lettera del Servizio gestione risorse e demanio idrico sopracitata sostituisca di

    fatto la verifica di assoggettabilità e pertanto si produce lo Studio di Impatto ambientale i cui

    contenuti sono comunque verificati e redatti in coerenza anche con l’allegato H della l.r.

    12/09. Rimane comunque valida la lettera citata del 24/11/2014 nella quale è definita la

    procedura da seguire.

    L’intestatario della domanda, a seguito della richiesta di voltura, risulta essere il sig. Edi

    Vuillermoz, fraz. Ladret, 20 11010 Roisan (Ao).

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    Si fa presente che è stata definita una convenzione col Comune di Gressoney-Saint-Jean,

    formalizzata con delibera di C.C. n. 6 del 20/1/2011 nella quale il Comune sancisce l’accordo

    sull’iniziativa e trae rilevante beneficio dalla realizzazione dello stesso, come evidenziato

    anche nell’articolo esposto di seguito..

    , Secondo quanto indicato all'articolo 10 della legge e nell'allegato A “Industria energetica”

    (lett. i- impianti per la produzione di energia idroelettrica, oltre i 220 Kw) l’opera risulta

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    soggetta a procedura di V.I.A. ordinaria. L’impianto, infatti, avrà una produzione media di

    circa 805 kW.

    Lo studio di impatto relativo al progetto è stato redatto conformemente all’articolo 11 della

    stessa legge e della circolare della Direzione dell’Ambiente dell’Assessorato Opere Pubbliche

    del 22.12.1999 riguardante i contenuti degli studi di Impatto Ambientale oltre all’allegato H

    della legge regionale 12/09.

    In ragione dell’interdisciplinarietà delle tematiche trattate, lo studio è stato condotto

    congiuntamente dall’ing. Alberto Grimod (coordinamento, aspetti paesaggistici e generali),

    dal dr. geol. Stefano De Leo (aspetti geologici e geotecnici), dallo studio EAULOGIE di Aosta

    in collaborazione con lo studio AQUAPROGRAM srl di Vicenza (analisi ambientali,

    compatibilità col PTA e analisi della fauna ittica).

    Lo studio di impatto ambientale è costituito dai seguenti elaborati:

    S01 Studio di impatto ambientale – relazione -

    S02 Planimetria di progetto su base catastale

    S03 Uso del suolo

    S04 Bacino sotteso

    S05 Sezioni trasversali con indicazioni dei livelli di magra, ordinaria e di massima piena

    S06 Analisi ambientale e compatibilità col PTA

    S07 Piano di gestione e manutenzione

    S08 Relazione idrologica

    S09 Relazione impatto acustico

    S10 Relazione di sintesi

    S11 Documentazione fotografica

    S12 Ambiti inedificabili ai sensi della lr 11/98

    Lo studio è stato effettuato sul progetto delle opere composto dai seguenti elaborati

    PD01 Corografia 1:5000

    PD02 Planimetria di rilievo 1:1000

    PD03 Planimetria di rilievo 1:1000

    PD04 Planimetria di progetto 1:2000

    PD05 Planimetria di dettaglio e sezioni schematiche 1:500/1:100

    PD06 Profilo longitudinale 1:1000/1:1000

    PD07 Sezioni trasversali 1:100

    PD08 Opere di presa e dissabbiatore

    Planimetria generale - 1:200

    PD09 Opere di presa e dissabbiatore

    Sezioni trasversali - 1:200

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    PD10 Opere di presa e dissabbiatore

    Pianta e sezioni - 1:100

    PD11 Centrale – Pianta e sezioni 1:100

    PD12 Attraversamento Torrente Forkobach V.D.

    PD13 Particolari 1:20

    REL Relazione tecnico descrittiva.

    DOC Documentazione fotografica.

    REG Relazione geologica, geotecnica.

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    1. DESCRIZIONE DEL PROGETTO

    1.1 Descrizione dell’ambiente nel quale il progetto si inserisce

    Il progetto riguarda la realizzazione di un impianto idroelettrico, composto da opere

    di derivazione di acqua, da condotta forzata e da centralina di produzione, localizzato

    lungo il torrente Lys tra le località Possag del comune di Gressoney-Saint-Jean a

    quota 1263.20 m. slm e la località Pont Trenta del comune di Gaby a quota 1158 m.

    slm.

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    Il PTP colloca l’intero sviluppo lineare oggetto di studio a cavallo e a confine tra la

    parte più alta e settentrionale dell’Unità Locale n. 29 (Basso Lys, da Gaby a Perloz) e

    la parte più meridionale dell’Unità Locale n. 30 (Gressoney Saint Jean, Monte Rosa).

    Ad un livello di scala esteso rispetto all’ampiezza delle un’Unità Locale,

    comprendendo quale ambito di osservazione l’intera vallata del Lys, l’area in oggetto

    è collocata in un settore territoriale che basa la sua caratterizzazione sul rapporto

    strutturale tra il massiccio del Monte Rosa ed il sistema di insediamenti che

    punteggiano il primo tratto di valle e che può essere intesa come sede storica di un

    modello insediativo autonomo e particolare (il modello walser), attualmente

    caratterizzata dalla presenza di importanti stazioni turistiche. Possono essere

    individuanti come elementi nodali e strutturanti il complesso d’alta quota del Monte

    Rosa, i due sistemi insediati principali e localizzati nella testata del fondovalle

    antropizzato del Lys (Gressoney Saint Jean e Gressoney la Trinitè), l’abitato di Gaby

    inteso come ulteriore centro turistico, sviluppato a sua volta intorno a tre

    agglomerati storici posti sul conoide di confluenza del torrente Niel nel Lys, e il centro

    abitato di Pont Saint Martin quale nodo di riferimento nella valle centrale a scala

    regionale.

    L’intervento in oggetto comprende una fascia di territorio estesa tra l’opera di presa,

    collocata a monte del ponte di Onder Possag, e la centrale interrata, posta a valle, a

    sud dell’abitato di Pont Trenta. Ad un livello di scala più ravvicinato questa porzione

    di territorio si colloca nella fascia fluviale di fondovalle della media vallata del Lys

    posta tra strettoie caratterizzanti (Pont Trenta) e con una piana attraversata da

    divagazioni torrentizie, versanti scoscesi ed in parte boscati in condizioni di buona

    naturalità. L’ Unità di Paesaggio che si identifica come prevalente è quella identificata

    come VD – tratto di valle a sviluppo discontinuo (Pont Trenta, Lommatto, Bosmatto)

    che comprende, quali componenti caratterizzanti:

    a - Lys con tratti di fascia golenale;

    b - intervalli boscati;

    c - piane prative attraversate dal fiume (Onderpossas, Ondertschossil, Steina,

    Bosmatto);

    d - Hameaux walser diffusi con specifiche pertineze prative e di macchie alberate

    (Mettie, Bode, Lommatto, Bosmatto)

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    e – gola di Pont Trenta con insediamenti storici lungo strada (Gattinery, Boury,

    Sappill, Eschlejo-Blatto, Trino);

    L’intero intervento si colloca quasi tutto nella fascia di terreno che sta tra la Strada

    Regionale n. 44 e la sponda del torrente Lys. A partire dal tratto che precede il ponte

    sul Lys nell’abitato di Eschlejo la condotta raggiunge la centrale interrata, in un tratto

    di lunghezza poco superiore ai quattrocento metri, lungo un tracciato sempre

    parallelo alla sponda destra ma non più compreso tra corso d’acqua e Strada

    Regionale.

    L’intero intervento si colloca entro il Sistema Ambientale Fluviale (art. 14 e 35 delle

    NTA del PTP) e lambisce, passando sul lato opposto della strada regionale e senza

    interessare ambiti compresi nella perimetrazione, un‘Area di specifico interesse

    paesaggistico individuata nell’intorno all’abitato di Eschlejo (codice P44) a monte

    della strada. In prossimità del tracciato della condotta sono individuati un Bene

    culturale di rilevanza minore (la Cappella di Trino, codice C167) e tre Agglomerati di

    interesse storico, artistico, documentario e ambientale classificati come Hameaux

    (Eischtersch Hus, Blatto ed Eschlejo). A nord ed a monte della Centrale interrata,

    collocata in Comune di Gaby, si trova l’abitato, anch’esso classificato come i

    precedenti, di Pont Trenta in cui è identificato un altro Bene culturale di rilevanza

    minore (Ponte di Pont Trenta, codice C150 ). La Strada Regionale n. 44 è individuata

    come asse di Viabilità Principale.

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    La cartografia relativa ai vincoli paesaggistici (Tavola 2 del PTP, scala 1 : 100.000)

    individua nella fascia in oggetto, comprendendola tutta, il vincolo dei territori

    contermini ai fiumi, torrenti e corsi d’acqua iscritti negli elenchi di cui al testo unico

    delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici approvato con Regio

    decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde per una fascia di 150 metri

    ciascuna per il torrente Lys e per il torrente Forca che confluisce nel Lys all’altezza

    dell’abitato di Pont Trenta. Si evidenzia poi, discontinuamente per il tratto in oggetto,

    il vincolo relativo ai territori coperti da foreste o boschi.

    Opera di presa

    Centrale

    interrata

    Eischtersch

    Hus

    Trino

    Blatto

    Eschlej

    o

    Pont

    Trenta

    Torrente Lys

    SR n. 44

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    La cartografia relativa alla pericolosità geologica ed idraulica (Tavola 4 del PTP, scala

    1:100.000) individua nella fascia in oggetto, coerentemente a quanto riaffermato con

    più precisione nelle cartografie relative agli ambiti inedificabili, un’alternanza di aree

    diffusamente dissestate a livello di pericolosità molto alta (color rosso), di aree

    soggette a pericolosità localmente elevata (colore arancione), di aree soggette a

    modesta instabilità (color verde chiaro) ed aree che non presentano problemi

    particolari (color verde).

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    ASPETTI GEOLOGICI E IDROGEOLOGICI

    Metodologia e fonti

    Per la redazione del presente studio sono stati effettuati una serie di sopralluoghi sul

    terreno durante il periodo primavera 2008-estate 2009, lungo il tracciato della

    condotta e nelle aree significativamente prossime.

    Si è quindi provveduto all'osservazione stereoscopica di foto aeree e delle ortofoto.

    Le informazioni così ottenute sono state completate con dati dell'archivio personale,

    con elementi ricavati dalla base topografica della Carta Regionale della Valle d'Aosta

    in scala 1:5.000 e con le indicazioni fornite dalla popolazione locale.

    Per quanto riguarda la cartografia geologica di base, per tale area è possibile fare

    riferimento, alla Carte géologique de la Vallée d’Aoste di G. Elter alla scala 1:100.000

    (ed. S.e.l.c.a 1987). L’area è stata inoltre oggetto dei rilievi personalmente eseguiti

    nel quadro dello studio per la relazione degli ambiti inedificabili per frana e

    inondazione.

    Per quanto concerne i vincoli geologici esistenti, per tale area è possibile fare

    riferimento allo Studio per la delimitazione degli ambiti inedificabili ai sensi della L.R.

    11/1998 da me stesso redatto relativamente ai vincoli per frana e inondazione

    (approvazione del 2003), mentre per le valanghe lo studio è stato eseguito dal Dr.

    For. Enrico Ceriani.

    Inquadramento tettonico

    L’area si colloca all’interno della Zona Sesia-Lanzo, che risulta suddivisa da un

    contatto tettonico in un “elemento inferiore”, costituito dal Complesso dei Micascisti

    Eclogitici e da quello degli Gneiss Minuti e in un “elemento superiore”, costituito

    dalla Seconda Zona Diorito-Kinzigitica. In particolare, il tratto di valle interessato dal

    tracciato è scolpito in quest’ultima formazione.

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    Caratteristiche geomorfologiche e litologiche

    Caratteristiche geomorfologiche

    L’area in esame si pone sul fondovalle della valle del Lys, in una fascia compresa tra

    quota 1260 m s.l.m. e 1170 m s.l.m. ca. Il modellamento è legato in primo luogo

    all’azione glaciale, che ne ha determinato la morfologia nelle sue linee principali,

    generando terrazzamenti lungo i versanti, speso scolpiti in roccia, con presenza di

    dossi e rocce montonate. Queste forme hanno subito il rimodellamento da parte

    degli altri agenti morfogenetici quali la gravità, cui si deve la formazione di estesi

    accumuli detritici e di frana che caratterizzano il piede del versante destro, e le acque

    superficiali, in grado di modificare periodicamente l’andamento dell’alveo del Lys nel

    tratto a monte di Trino, e alle quali si deve la formazione della gola rocciosa che

    caratterizza il tratto a valle di questo punto.

    Più nel dettaglio, è possibile suddividere il tracciato in tre tratti morfologicamente

    omogenei.

    Tratto Opera di presa-Trino: le opere interessano un tratto di fondovalle a

    modellamento torrentizio piuttosto ampio, fortemente modificato e seguito degli

    eventi alluvionali del 1993 e, soprattutto, del 2000, nel corso del quale il Lys ha

    esondato su gran parte del fondovalle, interessando in più punti la strada regionale

    che corre sul fianco destro (vedi paragrafo dissesti). A seguito di tali eventi sono stati

    eseguiti importanti interventi idraulici di regimazione, in parte ancora da completare

    (nuovo ponte in loc. Onder-Possag al posto degli attuali attraversamenti provvisori di

    Possag e Trino-depuratore), con formazione di un alveo di piena ordinaria e di un

    alveo “golenale” prevalentemente prativo, occupato dal Lys soltanto durante gli

    eventi di piena più gravosi. Il dissabbiatore in progetto verrà realizzato nell’area

    “golenale” sulla destra del corso d’acqua e la condotta che da esso prende origine

    correrà al margine dell’alveo di piena fino a Schuel HusTrino, dove si porta nel

    ristretto lembo di piana lungo la strada regionale risparmiato dall’evento del 2000,

    lungo il quale raggiunge la chiusura di questo settore di piana alluvionale, presso il

    ponte provvisorio per l’area del depuratore.

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    Tratto Trino-Eschlejo: a valle di Trino il fondovalle si restringe, compreso tra le ampie

    conoidi detritiche di Soago e l’accumulo di paleofrana a grandi blocchi di Blatto. La

    condotta corre in questo tratto lungo la sponda destra seguendo il corso del vecchio

    canale della segheria, a valle del muro di sostegno della strada regionale, aggirando i

    grandi massi della paleofrana. L’alveo si approfondisce progressivamente: poco a

    valle della vecchia segheria esso presenta un tratto interessato sulla destra da

    erosione spondale, che ha parzialmente scalzato la fondazione del muro di sostegno

    della strada regionale e scoperto le tubazioni che correvano al suo piede. In questo

    tratto si rende necessario appoggiare la condotta sopra una muratura di rincalzo da

    realizzare a partire dell’alveo torrentizio, che potrà in tal modo anche proteggere le

    strutture esistenti, che attualmente sono fortemente vulnerabili. A valle la sponda

    diventa rocciosa e la condotta può validamente appoggiarsi sullo stretto ripiano

    lapideo sotto le case di Blatto, oltre le quali la valle si allarga leggermente e consente

    di passare subito a valle della strada in terreni prativi poco acclivi fino a Tanno, dove

    inizia la gola rocciosa, sempre più profonda e ripida proseguendo verso valle. In

    questo tratto la condotta, per non impegnare la strada, deve correre subito a valle

    della stessa, ancorata al ripido fianco roccioso della gola. Data la presenza di due

    piccoli impluvi che solcano il versante presso Tanno e circa 200 metri più a valle, è

    stata necessaria, per la realizzazione della strada di intervenire con ponti dalla volta

    in pietra, in corrispondenza ai quali anche la tubazione dell’acquedotto di Gaby,

    normalmente interrata sotto la sede viabile, passa a valle, “staffata” alle spalle del

    ponte, mentre la condotta in progetto dovrà poggiare su una struttura autonoma

    (trave in c.a. o acciaio reticolare) ancorata alla roccia ai due lati dell’impluvio.

    Tratto Eschlejo-Centrale di Pont Trentaz : L’ultimo tratto percorre un settore meno

    acclive, sui terreni glaciali a valle di Eschlejo, e poi sulla conoide del T. Forko, in

    terreno prevalentemente a prato dove sono presenti grandi massi, spesso di

    dimensioni ciclopiche.

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    Caratteristiche litologiche

    I terreni di copertura presenti in zona sono rappresentati principalmente da

    depositi alluvionali nel primo tratto del percorso. Successivamente divengono

    prevalenti i depositi di paleofrana a grandi massi e quindi il substrato roccioso di

    micascisti e gneiss, a tratti coperto da sottili coltri eluvio-colluviali e detritiche o

    ancora da grossi blocchi lapidei.

    Il substrato roccioso si presenta piuttosto massiccio e tenace, con bancate a giacitura

    ondulata e poco acclive, prevalentemente immergente SE.

    Caratteristiche idrogeologiche

    Soltanto nel primo tratto è possibile l’interferenza dei lavori in progetto con la falda

    di subalveo del Lys. Si segnala la presenza (vedi tavola geomorfologica), al piede del

    versante destro di fronte a Ober Possag, del pozzo di captazione della falda che

    alimenta la vasca dell’acquedotto di Gaby. Tale vasca è posta sul bordo del torrente a

    valle della sede viabile della strada regionale. Il pozzo si pone a monte della traversa

    di presa e con quota di soggiacenza della falda posta al di sopra di quella dell’alveo in

    questo punto, per cui si può escludere la possibilità di interferenza dell’opera in

    progetto che la falda che alimenta il pozzo, proveniente dal versante (ricco di acque

    nel settore a monte) o dal Lys nel settore a monte dell’opera di presa.

    Sensibilità geologica dei siti e rischi naturali

    Il tracciato della condotta percorre nel primo tratto, fino all’altezza di Blatto, un

    settore ad elevata sensibilità geologica, in quanto caratterizzato come abbiamo visto

    da un’attiva dinamica del Lys, attualmente limitata grazie agli interventi realizzati a

    seguito dell’evento alluvionale del 2000, che fino ad ora hanno mostrato una buona

    efficacia nei successivi eventi di piena. A valle di Blatto il tracciato prescelto, che

    tende a minimizzare l’impatto paesaggistico e l’interferenza con la viabilità, va

    incontro inevitabilmente a difficoltà di ordine geologico-tecnico per la necessità di

    posare e ancorare la condotta lungo un pendio a tratti fortemente acclive ma al

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    riparo dai dissesti di carattere gravitativo (caduta massi) che possono interessare il

    versante.

    Fattori di pressione

    Per la determinazione delle portate derivabili (Qdisponibili) dall’impianto idroelettrico

    oggetto del presente studio si è proceduto ad una verifica accurata della presenza di

    altre derivazioni o prelievi preesistenti che insistono sull’asta a monte della sezione di

    chiusura di Possag.

    E’ stata pertanto effettuata una ricerca presso l’Ufficio Acque della Regione

    Autonoma Valle d’Aosta dalla quale è emersa, considerata la notevole dimensione

    del bacino in esame, l’esistenza di numerose concessioni sia a carattere irriguo che

    idroelettrico. Si è potuto constatare però che soltanto due di esse (vedi schema

    seguente) risultano significative ai fini del calcolo delle portate disponibili in quanto

    prevedono lo scarico dell’acqua prelevata a valle dell’opera di presa dell’impianto in

    progetto.

    Le due concessioni cui si fa riferimento sono le seguenti:

    Richiedente Località Caratteristiche

    derivazione m3/sec

    C.V.A. Bieltschocke Prelievo a scopo idroelettrico max 7

    diretto alla centrale di Zuino (Gaby) medio 4

    LAURENT Loobach Prelievo a scopo irriguo 0,083

    Ferdinando e altri

    Si fa presente che l’opera di presa segnalata sul T. Loobach risulta attualmente

    dismessa e che il Consorzio cui essa appartiene non l’ha più segnalata agli uffici

    regionali fra quelle in uso. Va sottolineato comunque che tale prelievo, anche se

    attivo, avrebbe riguardato i soli mesi compresi tra Maggio e Settembre, cioè il

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    periodo durante il quale le portate derivabili dall’impianto in progetto sono molto

    abbondanti.

    Altro elemento di pressione da considerare, al quale si fa riferimento anche

    nell’analisi ambientale, è dato dalla presenza del depuratore intercomunale posto

    all’interno del tratto sotteso dalla derivazione. Il depuratore non è ancora in funzione

    ed il collettore scarica nel Lys i liquami raccolti provocando un peggioramento della

    qualità dell’acqua nel tratto di torrente successivo. La relazione di analisi ambientale

    tratta in modo specifico l’argomento proponendo tra l’altro un monitoraggio,

    concordato con gli uffici regionali, per verificare la qualità dell’acqua

    successivamente all’entrata in funzione del depuratore che si presume possa

    avvenire nel prossimo inverno.

    1.2 Illustrazione dei vincoli territoriali ed ambientali e verifica della compatibilità

    dell’intervento con la pianificazione territoriale ed ambientale

    D.Lgs. 29/10/1999 n. 490

    L’intervento in oggetto s’inserisce in una zona sottoposta ai vincoli definiti dall’art.

    146 del D.Lgs. 29/10/1999 n. 490 in quanto:

    rientra nella fascia di 150 metri dalle sponde del torrente Lys;

    rientra in parte in territorio coperto da boschi e foreste.

    Dovrà pertanto essere acquisita l’autorizzazione dell’ufficio Tutela del paesaggio della

    Assessorato alla Cultura della Regione Valle d’Aosta.

    Regio Decreto 30/12/1923 n. 3267 “Vincolo idrogeologico”

    La zona d’intervento è compresa nelle aree soggette al vincolo idrogeologico di cui al

    regio Decreto 3267/23, quindi dovrà essere acquisita l’autorizzazione da parte della

    Direzione Foreste dell’Assessorato Agricoltura, Risorse Naturali e Protezione Civile.

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    16

    Piano territoriale paesistico (PTP)

    Il PTP è uno strumento paesaggistico territoriale a scala regionale approvato con

    Legge Regionale n. 13 del 10/4/98.

    La piena attuazione dello strumento si avrà con l’adeguamento dei piani regolatori

    comunali che dovranno recepirne le direttive e gli indirizzi contenuti nelle tavole e

    soprattutto nelle Norme di attuazione.

    Sino ad allora gli interventi sul territorio devono essere coerenti con le norme cogenti

    del PTP.

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    17

    La tabella successiva è finalizzata al confronto tra norma cogenti e intervento

    proposto.

    Tab. norme cogenti PTP.

    Norma Contenuto Analisi

    Art. 21, c. 1, lett. b Sezioni trasversali delle strade

    Non si tratta di opera stradale

    Art. 25, c. 7 Strumenti urbanistici di dettaglio Non sono previsti PUD relativi a ristrutturazione urbanistica o a nuovo insediamneto

    Art. 33, c.1, lett. a Divieto di eseguire intagli

    L’altezza di scavo prevista è compatibile con la struttura dei terreni interessati, Si veda perizia geologica-geotecnica.

    Art. 33, c.1, lett. b Muri di sostegno senza drenaggi

    Non sono previsti muri di sostegno.

    Art. 33, c.1, lett. c Demolire edifici aventi funzioni di sostegno

    Non è prevista la demolizione di edifici

    Art. 33, c.1, lett. d Regime idrogeologico dei rivi montani

    Le opere di presa non determineranno una deviazione del torrente Lys e non ne restringerà l’alveo. Si veda relazione idrologica

    Art. 33, c.1, lett. e Adduzione al suolo di falde freatiche Non sono previste adduzioni al suolo di acque della falda freatica, che non sarà comunque interessata dallo scavo.

    Art. 33, c.1, lett. f Divieto di disperdere nel sottosuolo acque d’uso domestico

    Non sono previsti deversamenti di acque di uso domestico

    Art. 33, c.1, lett. g Impermeabilizzare … Sarà prevista una rete di canali e tubazioni per lo scarico in ruscelli esistenti le acque di superficie

    Art. 33, c. 3 Terreni sede di frane Si veda perizia geologica

    Art. 33, c. 4 DM 11.3.88 Le perizie geologica e geotecnica sono allegate al progetto

    Art. 34, c. 5 Cave L’area non è mai stata utilizzata come cava

    Art. 35, c. 1 Terreni a rischio inondazione Si veda perizia idrogeologica.

    Art. 37, c. 3 Beni culturali Non sono interessati beni culturali puntuali.

    Art. 38, c. 1,2,3,4 Siti d’interesse naturalistico L’area non è individuata quale sito di interesse naturalistico

    Art. 40, c. 1, lett. a,b,c,d Aree di cui alle L. 1497/39 e 1089/39 L’area non è individuata nella perimetrazione e negli elenchi di cui alle leggi 1089/39 e 1497/39

    Art. 40, c. 3 Aree archeologiche L’area non è individuata quale sito di interesse archeologico

    D’altro canto le prescrizioni e gli indirizzi del PTP perseguono nel loro insieme

    l’obiettivo di assicurare uno sviluppo sostenibile che salvaguardi il diritto di tutti a

    fruire, con pari possibilità, delle risorse del territorio. Le prescrizioni e gli indirizzi

    aventi rilevanza paesistica perseguono altresì l’obiettivo di tutelare e valorizzare

    l’identità del paesaggio, di renderne evidenti e fruibili i valori e di assicurare la stabilità

    ecologica.

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

    18

    Il PTP inoltre persegue la diversificazione delle fonti energetiche, nonché la

    riqualificazione funzionale ed il completamento delle reti di distribuzione dell’energia;

    la riorganizzazione e il potenziamento delle reti di approvvigionamento e distribuzione

    dell’acqua per consumi umani; la riorganizzazione, il potenziamento e il controllo delle

    reti degli scarichi idrici civili e assimilabili; la definizione di indirizzi e cautele per

    l’individuazione delle aree idonee all’insediamento di discariche controllate di rifiuti

    solidi urbani, speciali, tossici e nocivi, nonché per la localizzazione degli impianti di

    diffusione radio e televisiva; il PTP persegue altresì la razionalizzazione delle

    concessioni in atto.

    Per la riattivazione, il potenziamento e la costruzione di piccoli e medi impianti

    idroelettrici e l’incentivazione all’autoproduzione di energia idroelettrica non è

    consentita la realizzazione di tali interventi nei siti in cui, in relazione ai caratteri

    tipologici delle centrali, possano verificarsi:

    - consistenti modificazioni idrografiche per la derivazione di corsi d’acqua, fermo

    restando in ogni caso il rispetto dei deflussi minimi vitali stabiliti da provvedimenti

    regionali;

    - rumori e disturbi all’ambiente provocati da macchine idrauliche e elettriche;

    - degrado del paesaggio per tralicci, cavi di alta tensione, condotte forzate;

    - incrementi della temperatura dell’acqua con conseguenze negative per la flora e la

    fauna acquatica;

    Il progetto è da ritenersi pertanto coerente con gli indirizzi di settore del PTP e non in

    contrasto con le norme cogenti.

    Piano regolatore generale comunale

    Le opere di presa rientrano in Z.T.O. (Zona Territoriale Omogenea) E, agricola, nei

    P.R.G. del Comune di Gressoney Saint Jean. Tale zona, ai sensi delle Norme Tecniche di

    Attuazione del Piano, delimita le parti di territorio destinate ad usi agricoli, pastorali e

    forestali. La centralina rientra in zona Eb, e in piccola parte in zona Ea del PRGC di

    Gaby.

    Dall’analisi della normativa si ritiene che l’intervento proposto possa essere dichiarato

    di interesse generale e pertanto coerente con l’attuale strumento urbanistico.

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    La zonizzazione e la normativa scontano evidentemente la vetustà dello strumento di

    pianificazione comunale, che non tiene conto della modifica del corso del torrente Lys

    in seguito all’alluvione del 2000 (per quanto concerne Gressoney Saint Jean) e che,

    infatti, sono in corso di adeguamento al PTP e alla legge regionale 11/98; il piano

    peraltro non prende in considerazione strutture per la produzione di energia e non

    tiene conto ancora degli indirizzi del PTP.

    La realizzabilità delle opere per quanto attiene gli aspetti di pianificazione urbanistica è

    peraltro assicurata da quanto indicato nell’art. 12 comma 7 del Decreto Legislativo 29

    dicembre 2003, n. 387 “Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione

    dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità”

    che recita: “gli impianti di produzione di energia elettrica di cui all’art. 2, comma 1, lett

    b) e c) (centrali idroelettriche] possono essere ubicati anche in zone classificate agricole

    dai vigenti piani urbanistici”.

    Estratto PRGC Gaby: in rosso ubicazione della centrale e tratto terminale della condotta

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    Estratto PRGC Gressoney – Saint –Jean: in rosso ubicazione della zona di presa e tratto condotta

    Prima parte:

    Seconda parte:

    Terza parte:

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    Ambiti inedificabili ai sensi della lr 11/98:

    Per quanto riguarda i dissesti e i conseguenti vincoli sul territorio (ambiti inedificabili)

    si segnala quanto segue.

    Secondo la Delimitazione degli ambiti inedificabili per frana (art. 35 - L.R. 11/1998 e

    succ. mod.; vedi Stralcio cartografie Ambiti), il tracciato risulta ricadere

    prevalentemente in aree con vincolo F2 (aree dissestate media pericolosità) in

    quanto potenzialmente a rischio di caduta massi a carattere sporadico e, in minor

    misura, poste su conoidi attivi (Broch, Forkobach) . I fenomeni sono più probabili nel

    tratto tra Blatto e Tanno, dove si segnala la caduta di un blocco (1 mc ca.) che ha

    interessato la strada regionale nel 1990 (vedi tav. geomorfologica). Il regime di

    vincolo evidenziato richiederà di produrre uno “studio di compatibilità con lo stato di

    dissesto”, che sarà oggetto di valutazione da parte del competente ufficio regionale.

    Secondo la Delimitazione degli ambiti inedificabili per inondazione (art. 36 - L.R.

    11/1998 e succ. mod.) le opere in progetto ricadono in fascia A e B (elevata e media

    pericolosità) nel tratto iniziale del tracciato, che, per la natura degli interventi, ricade

    inevitabilmente nell’alveo del Lys e nei settori ad esso immediatamente adiacenti.

    Nel tratto terminale, esclusa la centrale, le opere in progetto insistono in Fascia A

    (alveo del Forkobach) e in fascia Ic con analogo vincolo in relazione alle potenzialità di

    dissesto della relativa conoide. Notiamo in tal senso che la posizione della centrale

    risulta defilata dai fenomeni, che interessano prevalentemente l’asse del cono,

    incassato di alcuni metri rispetto ai settori adiacenti, e che per essa non si segnalano

    notizie o evidenze di significativi fenomeni recenti. Anche rispetto a tale vincolo sarà

    necessario produrre uno “studio di compatibilità con lo stato di dissesto”, che sarà

    oggetto di valutazione da parte del competente ufficio regionale.

    Secondo la Delimitazione degli ambiti inedificabili per valanga (art. 37 - L.R.

    11/1998 e succ. mod.) il tracciato risulta localmente interessato dai fenomeni. L’area

    dell’opera di presa si pone al margine della valanga di Broch (Vb) mentre il tracciato

    attraversa la “fascia verde” V3 della valanga di Schuel–Hus, la “fascia gialla” V2 di

    quella di Bedemie e la valanga Vb del Forkobach. Notiamo che per la loro tipologia le

    opere in previsione, in massima parte interrate, risultano scarsamente vulnerabili ai

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    fenomeni valanghivi che le interessano nelle loro parti più distali di accumulo delle

    masse nevose, ormai prive di capacità erosiva.

    Anche in relazione a questo tipo di vincolo sarà necessario ottenere il parere

    favorevole della struttura regionale competente, sulla base di uno specifico studio di

    “interferenza valanghiva”.

    1.3 descrizione delle caratteristiche del progetto e delle esigenze di utilizzazione del

    territorio durante le fasi di costruzione e di funzionamento

    1.3.1 Caratteristiche del progetto

    L’ impianto per la produzione di energia idroelettrica è composto da opere di presa o

    derivazione, condotta forzata, centralina di produzione dell’energia.

    Opere di presa

    L’infrastruttura principale a servizio dell’opera di presa è costituita dalla vasca

    dissabbiatrice che è necessaria per garantire l’immissione di acqua priva di parti

    solide nella condotta forzata.

    L’opera è stata dimensionata in funzione del significativo apporto di acqua che si

    verificherà nel mese di giugno (circa 4,000 mc/sec.), e permetterà il sedimento delle

    parti solide, ghiaia e sabbia sul fondo della vasca; la collocazione del manufatto è

    finalizzata alla minimizzazione dell’impatto paesaggistico e alla volontà di non inserire

    un ostacolo al deflusso delle acque in occasione di un’eventuale esondazione del Lys.

    La vasca è stata pertanto mantenuta completamente interrata e alla maggior

    distanza possibile dal letto del torrente, compatibilmente con la presenza della strada

    regionale.

    La morfologia della zona compresa tra il Lys e la strada regionale non sarà quindi

    modificata ed il manufatto non interferirà con il ponte-guado presente, che collega la

    strada regionale col nucleo di Tschoarde.

    E’ stata posta una particolare attenzione, con un doppio canale di scarico, per

    garantire l’immediata reimmissione dell’acqua nel Lys in caso di chiusura

    dell’impianto. L’automazione delle paratoie permetterà inoltre un controllo a

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    distanza con evidenti vantaggi in caso di malfunzionamento o di eventi che dovessero

    richiedere l’immediata chiusura dell’adduzione.

    La conformazione della soglia di fondo dovrà permettere di operare un prelievo

    mirato garantendo un continuo rilascio del quantitativo di acqua necessaria ad

    assicurare la possibilità di risalita dell’ittiofauna; la paratoia sul canale di carico

    permetterà inoltre di regolare con precisione il rilascio del minimo deflusso vitale.

    L’opera di presa realizzata in tal modo permetterà di non operare modifiche sul

    profilo del Lys al fine di non creare sacche o determinare invasi di volumi solidi che

    necessiterebbero di uno smaltimento periodico e di un monitoraggio nel tempo.

    La trappola di presa avrà un fondo, in pendenza, a quota più bassa rispetto al letto

    del torrente di cm 45 e convoglierà l’acqua, attraverso un canale di carico, nel

    dissabbiatore, totalmente interrato localizzato tra il torrente e la strada regionale ad

    una distanza minima dal torrente di m. 11.00. Il canale di carico sarà dotato di una

    paratoia a settore che avrà la duplice funzione di reimmettere immediatamente

    l’acqua nel torrente in caso di manutenzione del dissabbiatore e di regolare il

    prelievo in modo da garantire ulteriormente il deflusso minimo vitale.

    La trappola di presa sarà costituita da un canale in c.a. con spallette di spessore di cm

    60 e fondo in c.a. eventualmente protetto contro l’azione erosiva da una lamiera in

    acciaio. A livello del letto del torrente saranno posizionate travi in acciaio

    opportunamente dimensionate in modo che i trovanti con diametro maggiore di

    10/12 cm non entrino nel canale di carico.

    Tratto del Lys a valle della confluenza del Loo, nel punto di derivazione a quota 1262 m. slm. Immagine primaverile.

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    Stessa zona nella stagione estiva; è evidente la briglia esistente a quota di derivazione

    Il canale di carico, che dalla paratoia in avanti sarà interrato, addurrà l’acqua nello

    sghiaiatore, il cui fondo a “ventaglio” permetterà l’accumulo del materiale più

    grossolano (ghiaia e sabbione) nella parte sinistra in direzione del canale di scarico.

    L’acqua attraverso le paratoie poste a quota 1262.00 m. slm sarà immessa nel

    dissabbiatore e sarà liberata anche dal materiale di granulometria inferiore (sabbia)

    attraverso la lamiera forata in acciaio e due canali di decantazione; dopodiché sarà

    immessa nella condotta forzata in acciaio del diametro di mm. 1200.

    La vasca dissabbiatrice sarà realizzata in modo tale da essere agevolmente lavata e

    liberata dal materiale solido attraverso l’apertura delle paratoie a quota 1262.40 m.

    slm e di quelle d’immissione nel canale di scarico a quota 1261.30 m. slm.

    Saranno utilizzate paratoie motorizzate controllabili a distanza.

    La vasca dissabbiatrice sarà realizzata in c.a., completamente interrata, e sarà

    realizzata in modo tale da non costituire ostacolo ad un’eventuale esondazione del

    Lys. Non è prevista una vasca d’accumulo o di riserva.

    Il canale adduttore convoglia l’acqua nello sghiaiatore, dove vengono decantati i

    materiali più grossolani, prima di entrare nel dissabbiatore.

    E' assolutamente indispensabile la costruzione di uno sghiaiatore e di un

    dissabbiatore che garantiscano l’ eliminazione delle impurità presenti nelle acque che

    potrebbero pregiudicare il buon funzionamento dell'impianto stesso.

    Sia lo sghiaiatore sia il dissabbiatore ed i loro annessi sono completamente interrati,

    seguendo l’andamento altimetrico del terreno.

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    25

    Per motivi di sicurezza lo scarico di fondo dei manufatti è previsto a cielo aperto.

    Lo sghiaiatore ha le dimensioni di mt. 11,50 x 6,60, pari a mq. 75,90, per un’altezza

    media d’acqua di mt. 1,60, con il fondo a gradoni, a partire dal punto più basso al

    livello dello scarico ( h = 1,70 ) ad h = 1,20 delle entrate nel dissabbiatore.

    Lo sghiaiatore è autopulente; il flusso stesso dell’acqua che scorre sul suo fondo con

    pendenza di circa l’1% è sufficiente a garantire l’evacuazione del materiale che si

    deposita.

    L’acqua, tramite tre paratoie di regolazione , passa nel dissabbiatore che è del tipo a

    serpentina, costituito da tre vasche in modo da ridurre il più possibile la velocità

    dell'acqua, consentendone il deposito, per gravità, delle sostanze e del limo in

    sospensione, con fondo a scivolo verso l'uscita dello scarico in modo da favorire

    l'autopulizia delle stesse.

    La prima vasca avrà le dimensioni di 20,00 mt. di lunghezza per 6,00 mt. di larghezza,

    con fondo in pendenza verso valle, con altezza di mt. 1,50 a monte e mt. 1,90 a valle .

    Il posizionamento di una griglia in acciaio forata, in parte inclinata, avrà il compito di

    trattenere e scaricare, tramite lo sfioratore, le sostanze organiche leggere, in

    sospensione ( rami, foglie, aghi di conifere …), direttamente nello scarico.

    Il flusso dell'acqua che arriva dallo sghiaiatore, attraversando il manufatto, per

    immettersi nella seconda vasca del dissabbiatore, permette una costante autopulizia

    del grigliato, favorendo un minore intasamento di questo e richiedendo quindi un

    limitato costo di mano d'opera per la pulizia degli elementi filtranti.

    Lungo tutto il muro perimetrale verso valle è posizionato lo sfioratore che riversa

    l’acqua in eccesso nello scarico.

    L'acqua, riempiendo la prima vasca verso valle, passa nella seconda, centrale, tramite

    un’apertura prevista nella parte bassa, contemporaneamente colmandola passa

    quindi per stramazzo nella terza da cui parte la condotta di carico dell'impianto.

    Pareti trasversali interne in c.a. hanno il compito di interrompere la velocità

    dell'acqua; in particolare l’apertura di collegamento tra la prima e la seconda vasca

    viene eventualmente chiusa dal materiale che si deposita sul fondo; in caso di grossi

    temporali oppure di calamità naturali, cioè nei momenti in cui l'acqua trasporta

    abbondanti quantità di detriti e limo, oppure semplicemente perché non viene

    effettuata una razionale e periodica manutenzione e pulizia delle stesse. Il livello

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    delle sostanze depositate si alza fino a raggiungere la quota dell’estradosso

    dell’apertura ed automaticamente viene impedito il passaggio dell'acqua nelle altre

    vasche.

    Per la rimessa in funzione, la serpentina deve essere semplicemente svuotata e

    ripulita. Questo impedisce l'immissione di materiale sabbioso nelle tubazioni che

    comprometterebbe il funzionamento delle apparecchiature ed obbligherebbe

    l’effettuazione di opere di manutenzione.

    Sia lo sfioratore che lo scarico di fondo delle vasche sono raccordati al torrente

    mediante un canale di scarico a cielo aperto.

    Immagine invernale della zona di ubicazione del dissabbiatore in sponda destra completamente interrato alla base della scarpata della strada regionale.

    Immagine della stessa zona nella stagione primaverile

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    Immagine della stessa zona nella stagione estiva

    Condotta forzata

    La condotta forzata sarà costituita da un tubo in acciaio del diametro di mm 1200

    della lunghezza di m. 1758, con un salto totale di m. 104,00.

    La condotta correrà in parte parallela alla strada regionale ed in parte, laddove la

    morfologia degli ambiti circostanti non lo consente, e per brevissimi tratti, sulla

    strada stessa.

    Per questi brevi tratti la posa della condotta su strada richiederà una particolare

    attenzione ed un coordinamento con il servizio viabilità della Regione; sarà redatto

    un cronoprogramma puntuale per gli interventi che dovrà tener in considerazione,

    oltre alle richieste del servizio citato, i seguenti aspetti:

    - intervento in periodi di bassa stagione turistica;

    - interventi su tratti brevi e su una corsia sola in modo da limitare l’impatto sul

    traffico;

    - regolamentazione del traffico con impianto semaforico;

    - ripristini immediati del manto stradale nella sua intera larghezza;

    - ripristino o rifacimento di eventuali manufatti interessati.

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    Nel dettaglio la condotta seguirà il percorso di seguito descritto:

    - tratto 1-6: la condotta sarà posata a valle della strada regionale, tra la scarpata e la

    sponda destra del Lys;

    Condotta nel tratto 2-3, a valle del ponte/guado di accesso a Tschoarde.

    Dettaglio tratto 2-3; sullo sfondo il fabbricato, già oggetto di delocalizzazione nel post alluvione, che sarà demolito.

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    In questo tratto il progetto propone la posa della condotta a valle del muro di sostegno

    della strada regionale che nella zona fino al fabbricato ruderizzato corrisponde al muro

    d’argine del Lys;

    si prevede di posare la condotta sul

    gradone esistente in pietra e di proteggerla

    a valle con opera spondale in pietra e con

    strato in terra sulla parte superiore.

    La scelta è determinata dalla volontà di ridurre le interferenze con la strada

    regionale in occasione dell’esecuzione dei lavori e, a regime, in occasione di

    interventi manutentivi.

    In alternativa, qualora si ritenesse, di concerto con i servizi regionali interessati,

    evitare la modifica della morfologia delle zone spondali, si opterebbe per il

    passaggio della condotta all’interno della sede stradale.

    Alternativa tratto 1-6: transito su strada, immagini esemplificative

    I vantaggi della soluzione alternativa

    sono ovviamente dati dalla riduzione

    dell’interferenza col torrente; per

    contro si accentuerebbe l’interferenza

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

    30

    con la strada regionale, soprattutto in

    fase di realizzazione dell’opera.

    - tratto 6 - 13: la condotta

    sarà posata nella prateria

    compresa tra la strada

    regionale ed il Lys;

    tratto 6-13: vista da monte

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    tratto 15-25: la condotta sarà ubicata sulla strada regionale; il passaggio a monte della strada è

    impedito dalla presenza di un significativo fronte roccioso seguito da un nucleo abitato.

    Vista da valle Vista da monte

    tratto 25 - 36: la condotta sarà posata a valle della strada regionale nella zona prativa a sud del

    villaggio di Blatta;

    vista da valle vista da monte

    Anche in questo tratto l’alternativa è data dal passaggio su strada regionale, o a monte della stessa,

    anche se il passaggio a valle non evidenzia controindicazioni

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    32

    tratto 36 - 38: vista la presenza di un nucleo abitato a monte e di una pietraia con massi di

    dimensioni significative, come evidente dall’immagine di destra, la condotta sarà posata a valle

    della strada regionale.

    Il posizionamento della condotta a valle

    comporterà la realizzazione di una modesta opera

    di sostegno in un breve tratto illustrato

    nell’immagine di lato; l’alternativa è sempre data

    dal passaggio sulla strada regionale con gli svantaggi

    legati all’interferenza in fase di esecuzione.

    tratto 38-42: la condotta in questo tratto seguirà il tracciato della strada regionale, l’impossibilità di

    bypassare l’interferenza è dovuta dalla presenza di massi a monte e di un forte dirupo a valle.

    Vista da monte Vista da valle

    Il tracciato proseguirà così fino al tornate a monte del ponte dove la condotta proseguirà dritta per

    attraversare il torrente Forkobach fino alla centralina di produzione.

    Opera di sostegno condotta

    Trovanti di grosse

    dimensioni

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    33

    tratto 42: in coincidenza con l’attraversamento del torrente Forkbach la condotta sarà

    adeguatamente protetta e la sua posa non modificherà in alcun modo il profilo del letto del torrente

    Corografia attraversamento Sezione longitudinale

    Vista da monte tornate attraversamento Attraversamento torrente Folkobach

    tratto 42-centralina: la condotta seguirà il tracciato a monte dell’abitato di Pont de Trenta, in una

    zona tendenzialmente pianeggiante e destinata a prati, sino ad arrivare alla zona dove sarà ubicata

    la centralina di produzione;

    Vista da monte Vista da monte

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    34

    Centralina di produzione

    La centrale idroelettrica, sarà realizzata a valle dell’abitato di Pont de Trenta in destra

    orografica del Torrente Lys a circa 60.00 m distanza dallo stesso, a quota 1160 m. slm.

    Il sito risulta essere ideale in quanto è facilmente raggiungibile, permette l’organizzazione

    dell’area di cantiere in uno spazio sicuro e poco acclive, e soprattutto la morfologia del

    terreno, che in questo tratto presenta un repentino salto di quota, permette la

    realizzazione del fabbricato completamente interrato; in tal modo non si prevede una

    modifica della morfologia attuale che sarà ripristinata così come si presenta ora.

    In fase di realizzazione della stessa verrà realizzata una pista di cantiere che collegherà

    direttamente la strada regionale con il sito passando dal guado in cls esistente sul torrente

    Lys. Una volta terminata l’opera, la zona verrà ripristinata allo stato attuale e l’accesso alla

    centralina di produzione, per le operazioni di manutenzione ordinarie, avverrà dal villaggio

    tramite una pista sterrata facilmente percorribile da un mezzo di piccolo dimensioni (tipo

    porter).

    Planimetria posizionamento della centralina di produzione:

    La posizione convenuta permette di ridurre al minimo le interferenze con l’abitato di Pont

    de Trenta, garantendo un perfetto isolamento acustico dell’opera e soprattutto permetterà

    di posizionare la condotta a monte dello stesso assicurando che i lavori non vadano a

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

    35

    toccare la “strada lombarda” (percorso storico di recente recupero) oggetto di recente

    ricostruzione.

    La centralina di produzione è composta da un locale unico in cui saranno individuate alcune

    zone di pertinenza.

    La zona adibita a sala macchine ospita le turbine, la condotta forzata e gli scarichi; ha

    dimensione di m. 20.00*11.00 e altezza di m. 7.50. Il locale sarà dotato di prese

    d’aerazione a pavimento e di evacuatori. All’interno, oltre alle apparecchiature

    elettromeccaniche ed idrauliche per il funzionamento ed il controllo delle turbine, sarà

    installato un carroponte al fine di permettere una corretta installazione ed una facile

    manutenzione delle turbine e dell’alternatore. Ai lati dell’ingresso sono localizzati i quadri,

    il trasformatore, la cabina di consegna ed i quadri di comando e controllo.

    La restituzione al torrente Lys verrà realizzata tramite la realizzazione di un canale in c.a.

    della sezione di m. 3.00 x 1.00 di altezza. Sarà posta una particolare cura per l’immissione

    nel torrente onde evitare che la velocità dell’acqua possa incidere sul letto provocando

    scavi o addirittura la deviazione del corso: verrà realizzata una scaletta in c.a. con ostacoli

    in modo da provocare un rallentamento del flusso ed una corretta e tranquilla immissione

    dello stesso nel letto del torrente Lys. Il pelo libero del canale collettore, a valle delle

    macchine, risulta esser pari a 1158.50 m slm, mentre la quota dell’asse delle turbine si

    stima pari a 1160.70 m slm.

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    36

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

    37

    Le macchine e le apparecchiature da installare comprendono:

    n. 3 turbine tipo pelton a due getti Qmax= 0.7 m3/sec potenza nominale effettiva 1.700 kW;

    la scelta ed il dimensionamento delle turbine è condizionata dalla elevata variabilità della

    portata disponibile nel corso dell’anno.

    n. 3 alternatori asincroni media tensione (per funzionamento parallelo rete di

    distribuzione) di potenza nominale pari a 2000 kVA.

    Eventuale trasformatore per consegna in media tensione.

    Apparecchiature varie di controllo e protezione per funzionamento automatico.

    Apparecchiature speciali per la riduzione del fenomeno del “colpo d’ariete” in condotta

    (tegoli deviatori)

    panoramica zona di ubicazione della centralina

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

    38

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

    39

    Dimensionamento della condotta

    La condotta forzata , illustrata nelle tavole di progetto, avrà una lunghezza di circa m.

    1758 e sarà realizzata con tubazioni in acciaio S355 JR a saldatura elicoidale del

    diametro esterno di mm 1212 e con spessore di mm 6.0.

    Lo spessore, dimensionato per tutta la condotta in funzione della pressione di

    esercizio al punto più basso, oltre a garantire la pressione di funzionamento in

    condotta ed eventuali sovraccarichi di “colpo d’ariete” causate da brusche manovre

    di chiusura, è stato dimensionato tenendo anche conto dei carichi esterni agenti sulla

    condotta stessa (terreno di ricoprimento ed eventuali mezzi meccanici in transito).

    Il diametro della condotta è stato scelto in modo da ottimizzare la redditività

    dell’impianto in funzione del costo di realizzazione e della mancata produzione legata

    alle perdite di carico, come si evince dalla seguente tabella:

    La tubazione sarà interrata nell’intero suo sviluppo. All’imbocco la condotta forzata

    è intercettata da una valvola automatica di sovravelocità e protetta da una valvola

    di ingresso aria.

    Calcolo Perdite di carico distribuiteIMPIANTO Possag

    PERDITE DI CARICO DISTRIBUITE in CONDOTTA

    Q massima 4,30 mc/sec Q media 0,80 mc/sec Q minima 0,11 mc/sec

    n. condotte 1 n. condotte 1 n. condotte 1

    Dn 1200 mm Dn 1200 mm Dn 1200 mm

    Area 1,1304 mq Area 1,1304 mq Area 1,1304 mq

    Vel 3,80 m/sec Vel 0,71 m/sec Vel 0,09 m/sec

    L tot 1758 m L tot 1758 m L tot 1758 m

    ε 0,3 mm ε 0,3 mm ε 0,3 mm

    λ 0,016 λ 0,016 λ 0,016

    j 9,8336 m/km j 0,3438 m/km j 0,0060 m/km

    Perdite 17,29 m Perdite 0,60 m Perdite 0,01 m

    Salto 104 m Salto 104 m Salto 104 m

    Perdite % 16,62 % Perdite % 0,58 % Perdite % 0,01 %

    PERDITE DI CARICO DISTRIBUITE E CONCENTRATE in CONDOTTA

    Perdite max 25,93 m Perdite max 0,91 m Perdite max 0,02 m

    Perdite max 24,93 % Perdite max 0,87 % Perdite max 0,02 %

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    40

    Opere di regolazione idraulica

    L’opera di presa e la vasca dissabbiatrice verranno dotate di tutte le apparecchiature

    elettromeccaniche necessarie al suo corretto funzionamento le quali potranno essere

    movimentate e monitorate in remoto tramite telecontrollo. Si riporta un elenco sintetico delle

    apparecchiature presenti più significative

    Paratoia metallica automatizzata, alloggiata all’interno del pozzetto di adduzione adiacente

    alla traversa di captazione: essa permetterà istantantaneamente di correggere il livello d’acqua

    d’ingresso nella vasca di carico al fine di mantenere il corretto DMV a valle dell’opera di presa.

    Sezione di misura posta a valle dell’opera di presa nel quale confluiscono tutti gli scarichi di

    fondo e gli sfioratori. Il livello nella sezione di misura sarà monitorato da un livello a d

    ultrasuoni che per mezzo di una scala di deflusso certificata fornirà la portata residua in alveo.

    Scarico di fondo della vasca sghiaiatrice regolato per mezzo di paratoia piana automatizzata

    collegato allo scarico generale dell’opera di presa.

    Scarico di fondo della vasca dissabbiatrice regolato per mezzo di paratoia piana

    automatizzata collegato allo scarico generale dell’opera di presa.

    Dati : Calcoli :

    H2O iniziali 0 m Diametro esterno 1219,2 mm

    H2O finali 104,5 m

    Sigma ammissibile 22,60 kgf/mmq

    Sovraccarico colpo d'ariete 30 %

    Tipo di acciaio

    Diametro nominale mm

    Sovraspessore 2 mm

    Tolleranza di fabbricazione 5 %

    Efficienza della saldatura 1 (1=100%)

    Risultati : Area TEST :

    Spessore [mm] fino a m

    6 105,9 Altezza di test : 104,5 m

    Spessore calcolato : 5,95 mm

    DIMENSIONAMENTO CONDOTTE FORZATE SECONDO UNI 1285-68

    Fe 510 (S355JR)

    1200

    Genera Risultati

    Azzera Campi

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

    41

    Eventuale sgrigliatore con braccio meccanico automatizzato con griglia di protezione per

    eventuali corpi solidi in sospensione. Esso entra in funzione quando i sensori leggono una

    differenza troppo elevata tra il pelo libero di monte e quello di valle indice di una eccessiva

    ostruzione della griglia.

    Scarico di fondo camera di carico della condotta forzata utile allo svuotamento della stessa

    in caso di manutenzione.

    Valvola di sovravelocità sulla condotta forzata e camino di sfiato ed ingresso aria.

    Eventuali sistemi di termoregolazione al fine di mantenere una temperatura minima di 4°C

    ove siano presenti organi elettromeccanici delicati.

    Consegna dell’energia

    La consegna alla rete principale di

    distribuzione di energia potrà avvenire

    nella cabina Deval localizzata nei pressi

    del villaggio di Crusmato di Gaby,

    mediante la posa di una linea interrata

    all’interno di cavidotti, per una

    distanza di circa 300 m.

    Nell’immagine a lato si evidenzia la

    presenza della cabina individuata

    come punto di consegna dell’energia.

    1.3.2 Utilizzazione del territorio

    Il progetto, una volta attuato, non comporterà un utilizzo significativo del territorio;

    saranno occupate le due porzioni di ubicazione della vasca dissabbiatrice e della

    centrale, manufatti che risultano peraltro interrati. Il progetto non comporta in fase

    di regime l’utilizzo attivo del territorio in quanto l’unica risorsa utilizzata è l’acqua, di

    cui si tratta nelle altre parti dello studio. La condotta scorrerà in ambiti defilati nello

    spazio interstiziale tra strada e torrente o sottostrada regionale.

    Si avrà un utilizzo del territorio in fase di realizzazione dell’opera in quanto risulta

    necessario attrezzare aree di stoccaggio dei materiali di scavo e dei materiali da

    costruzione. Si è al momento ipotizzato di organizzare l’area di cantiere nell’ampio

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

    42

    spiazzo poco acclive a monte della strada regionale a valle del nucleo di Blatto. In tale

    ambito potrà esser stoccato temporaneamente il materiale di risulta proveniente

    dagli scavi e che sarà riutilizzato per i reinterri o per altra destinazione e i materiali da

    costruzione – essenzialmente tubi in acciaio – in attesa di essere posati in opera.

    Ambito di cantiere

    1.4 Modalità di realizzazione dell’intervento e tempi di attuazione

    1.4.1 Modalità di realizzazione

    Il progetto sarà attuato operando in contemporanea su tre ambiti distinti al fine di

    mitigare gli effetti negativi del cantiere sulle componenti ambientali riducendo di

    fatto la durata del cantiere: sarà operativa una squadra per la realizzazione della

    centralina (opera puntuale), una squadra per le opere di presa (opera puntuale) ed

    una squadra per la condotta forzata (opera lineare).

    Le opere puntuali non interferiscono in maniera significativa sul territorio e sono

    realizzabili in qualsiasi momento anche se si preferisce programmarle a inizio lavori e

    rispettare i periodi di fermo cantiere per la stagione invernale e per i 2 mesi estivi di

    maggior afflusso turistico.

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

    43

    L’opera lineare sarà suddivisa per tratti finiti anche in funzione del cronoprogramma

    da concordare con gli uffici regionali preposti alla gestione della viabilità. Al fine di

    mitigare l’impatto sulla viabilità infatti si provvederà a intervenire su brevi tratti:

    anche posando la condotta a valle della strada infatti si avranno un interferenze

    dovute ai mezzi d’opera che dovranno essere circoscritte e ben individuate lungo la

    strada regionale in modo tale da regolamentare il traffico con movieri o impianto

    semaforico.

    1.4.2 Tempi di attuazione

    Tempi tecnici

    A seguito della procedura di V.I.A., presumendo che la stessa si concluda in modo

    favorevole per l’intervento entro il mese febbraio 2017 si stima che la tempistica per

    l’avvio dei lavori possa essere la seguente:

    acquisizione pareri, concessione edilizia e servitù: 210 gg;

    redazione progetto esecutivo: 90 gg

    appalto e affidamento dei lavori: 60 gg

    per un totale di 360 gg per cui si stima che si possa concludere la fase progettuale e

    autorizzativa entro febbraio 2018 e quindi fissare l’inizio delle opere per la primavera

    del 2018.

    Tempi di realizzazione e cantierizzazione

    I tempi di realizzazione sono condizionati naturalmente dalla quota e dalla

    localizzazione dei cantieri e dall’organizzazione dell’impresa in funzione anche

    dell’interferenza con la strada regionale ed i flussi di traffico, soprattutto di tipo

    turistico.

    In queste zone è possibile operare nel periodo compreso tra aprile e novembre; la

    realizzazione dell’opera potrà avvenire attraverso l’organizzazione di due aree di

    cantiere puntuali (presa e centrale) e di un area di cantiere lineare (condotta forzata).

    E’ volontà della committenza, condivisibile, di limitare i tempi di permanenza nella

    zona dell’ impresa con relative macchine operatrici, quindi sarà richiesta, come

    condizione di affidamento dei lavori, l’esecuzione delle opere con tre squadre in

    modo da limitare la durata dei lavori. Tale organizzazione è possibile, anche ai fini

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    44

    della sicurezza nei cantieri, in quanto la diversa localizzazione delle aree operative

    non determina interferenze tra le lavorazioni, ed auspicabile in quanto limita gli

    effetti degli impatti in fase di esecuzione, sulle componenti ambientali.

    Le tre squadre opereranno quindi in parallelo; si stima che le opere di presa ed il

    dissabbiatore possano essere realizzate in 120 giorni, la centrale completa di

    macchinari in 180 giorni e la condotta forzata compresa la successiva sistemazione in

    superficie, in 300 giorni.

    Cantieri

    Opere di presa e dissabbiatore:

    la zona sarà raggiungibile mediante la realizzazione di una pista temporanea che avrà

    origine dal ponte guado sul Lys o dalla strada regionale.

    Per la sua realizzazione sarà sufficiente un’incisione della coltre superficiale di circa

    30/40 cm al fine di regolarizzare una sede transitabile della larghezza di 250 cm. A

    fine lavori sarà ripristinata la coltre naturale e reinerbita; non sarà necessario

    mantenere la pista per le successive manutenzioni in quanto il sito interessato si

    trova a poca distanza dal ponte ed è perfettamente raggiungibile a piedi o con piccoli

    mezzi (carriola a motore, trattorino). Stimati in 120 giorni i tempi di realizzazione si

    presume che per la stagione autunnale del 2019 la coltre vegetale sia nuovamente

    apprezzabile e che per la stagione estiva del 2020 la zona possa essere considerata

    come rinaturalizzata.

    Centrale di produzione:

    Le dimensioni del fabbricato interrato richiedono una significativa attività di scavo e

    di movimento terra; la localizzazione permette di localizzare, nella zona a valle,

    pianeggiante e vicina, un’area di stoccaggio della terra da riutilizzare per le

    sistemazioni finali.

    La zona di cantiere sarà accessibile da monte tramite una pista di cantiere da

    realizzare che comprenderà il guado esistente sul torrente Lys percorribile coi mezzi

    pesanti nei periodi di magra d’acqua.

    La pista di cantiere da realizzare sarà pertanto breve (circa 250 m.) e dovrà

    permettere l’accesso dalla strada regionale all’area del fabbricato e sarà contenuta

    nell’area di cantiere recintata.

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    Stimati in 180 giorni – comprensivi della posa dei macchinari - i tempi di realizzazione

    si presume che per la stagione autunnale successiva la coltre vegetale sia

    nuovamente apprezzabile e che, viste le dimensioni del movimento di terra, nella

    stagione estiva successiva la zona possa essere considerata come rinaturalizzata.

    Condotta forzata:

    Si tratta ovviamente di un cantiere di tipo lineare, da analizzare tratto per tratto.

    Innanzitutto si è individuato un ambito, nello spiazzo a monte della strada regionale a

    sud di Blatto, di agevole accessibilità, di stoccaggio dei tubi e del materiale di scavo.

    Si tratta di un ambito pianeggiante prossimo alla strada che sarà utilizzato

    temporaneamente per lo stoccaggio dei materiali da costruzione, in particolari delle

    condotte in acciaio.

    Si interverrà per tratti finiti e sistemati pertanto è possibile stimare che la posa della

    condotta sarà completa, considerando le sospensioni invernali ed estive per evitare

    l’interferenza con il traffico di carattere turistico dell’autunno successivo; si può

    ipotizzare una rinaturalizzazione dei siti per la successiva stagione estiva. Il progetto

    esecutivo potrà e dovrà entrare maggiormente nel dettaglio, in funzione

    dell’organizzazione dell’impresa, nella suddivisione dei tratti in modo da definire la

    programmazione mensile per tratti finiti.

    Diagramma sintetico di Gannt: tempistica di realizzazione dell’opera

    ago

    -16

    set-

    16

    ott

    -16

    no

    v-1

    6

    dic

    -16

    gen

    -17

    feb

    -17

    mar

    -17

    apr-

    17

    mag

    -17

    giu

    -17

    lug-

    17

    ago

    -17

    set-

    17

    ott

    -17

    no

    v-1

    7

    dic

    -17

    gen

    -18

    feb

    -18

    mar

    -18

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    18

    mag

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    giu

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    ago

    -18

    set-

    18

    ott

    -18

    no

    v-1

    8

    dic

    -18

    gen

    -19

    feb

    -19

    mar

    -19

    apr-

    19

    mag

    -19

    giu

    -19

    lug-

    19

    ago

    -19

    set-

    19

    ott

    -19

    no

    v-1

    9

    dic

    -19

    Procedura di VIA

    Acquisione pareri e autorizzazioni

    Concessione edilizia e servitù

    Progetto esecutivo

    Appalto e scelta dell'impresa

    Opere di presa: cantierizzazione e scavi

    Opere di presa: opere in c.a.

    Opere di presa: finiture e sistemazioni ambientali

    Condotta forzata: trato 1 scavi, posa e reinterri

    Condotta forzata: tratto 2 scavi, posa e reinterri

    Condotta forzata: tratto 3 scavi, posa e reinterri

    Centrale di produzione: cantierizzazione e scavi

    Centrale di produzione: opere in c.a

    Centrale di produzione: macchinari e finiture

    Centrale di produzione: sistemazioni esterne

    Periodi di sospensione

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    46

    Il diagramma illustrativo delle macro-fasi di realizzazione dell’opera è redatto

    naturalmente con le condizioni precedentemente illustrate e cioè con l’attivazione, in

    fase esecutiva, di tre squadre operative.

    E’ stata considerata in alternativa l’opzione più tradizionale, che consiste nel far operare

    una o al massimo 2 squadre (in genere carpentieri più saldatori con uno scavatore); in tal

    modo però da una parte si ritarderebbe la messa in funzione dell’impianto di almeno 1

    anno, per la durata della sospensione invernale, e dall’altra si prolungherebbero gli

    impatti in fase di esecuzione dovuti alla presenza di mezzi operativi e di persone anche

    per le stagioni successive.

    1.5 Descrizione delle principali caratteristiche dei processi produttivi con riferimento a:

    1.5.1 Natura e quantità di materiali impiegati

    L’opera, di dimensioni significative, richiede una buona attenzione e organizzazione

    finalizzate a mitigare l’impatto del cantiere sulla realtà locale; per contro non richiede

    l’utilizzo di materiali speciali. Si tratterà sostanzialmente di realizzare opere in c.a

    interrate, per quanto riguarda la vasca dissabbiatrice e la centralina di produzione , e

    di posare condotte in acciaio saldate in loco per quanto attiene la condotta forzata.

    L’opera sarà completata dalla posa di macchinari per al produzione di energia nel

    locale centralina e dalle opere di finitura della stessa.

    Il progetto prevede l’utilizzo dei seguenti materiali:

    - opere di presa: calcestruzzo armato, acciaio per paratoie, griglie, apparecchiature

    idrauliche (saracinesche, valvole);

    - condotta forzata: tubi in acciaio e tubo in PVC passacavo;

    - centralina: calcestruzzo armato per fabbricato, acciaio per grigliati, porte,

    apparecchiature per la produzione di energia elettrica (turbine, trasformatori,…) e

    telecontrollo

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    47

    Quantità dei materiali

    Acciaio per condotta: fissato il diametro della condotta in 1200 mm, la lunghezza

    della stessa in 1758 m., lo spessore in mm 7,1, avremo una quantità pari a 3794 qli di

    acciaio necessaria per la realizzazione della condotta;

    Calcestruzzo armato per opere di presa: mc 810

    Calcestruzzo armato per centralina: mc 650

    A questi materiali vanno aggiunte le attrezzature ed i macchinari e le apparecchiature

    elettroniche per il controllo dell’impianto oltre a materiali vari di finitura

    1.5.2 residui e emissioni previste, stoccaggio temporaneo e destinazione finale

    terre di scavo

    Il progetto non comporta la produzione di materiali in eccedenza se non materiali

    provenienti dagli scavi che potrà essere riutilizzato anche in altri ambiti senza

    generare inquinamento.

    Le uniche emissioni previste sono quelle prodotte dai macchinari d’opera in fase di

    cantiere. A regime la centralina non produrrà emissioni dannose per l’ambiente

    (relativamente alle possibili emissioni di onde elettromagnetiche si veda capitolo

    dedicato a parte).

    Ai sensi della delibera di Giunta Regionale N. 31 del 3 dicembre 2007 si provvede a

    stabilire la gestione dei materiali di scavo e dei rifiuti provenienti dal cantiere.

    Vista la tipologia dell’intervento il materiale deriverà principalmente dalle operazioni

    di scavo. Per quanto riguarda l’opera di presa, il dissabbiatore e la centrale il terreno

    verrà momentaneamente stoccato nei terreni in vicinanza per poi essere in parte

    riutilizzato per l’interramento delle opere e per la sistemazione finale dei terreni

    circostanti.

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    48

    Zona opere di presa e dissabbiatore:

    Zona centrale:

    Per quanto riguarda lo scavo per la posa della condotta invece essendo un opera

    lineare il terreno di risulta verrà temporaneamente posato a fianco dello scavo per

    poi essere riutilizzato mano a mano che si procede con la posa.

    Si è inoltre individuato un ambito, nello spiazzo a monte della strada regionale a sud

    di Blatto, di agevole accessibilità, di stoccaggio dei tubi e del materiale di scavo. Si

    tratta di un ambito pianeggiante prossimo alla strada che sarà utilizzato

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

    49

    temporaneamente per lo stoccaggio dei materiali da costruzione, in particolari delle

    condotte in acciaio.

    Il materiale in eccesso, derivante da tutti gli scavi, verrà trasportato nelle discariche

    autorizzate per essere poi riemesse nel ciclo produttivo.

    Tutti i materiali, in eccesso e non riutilizzati in loco, verranno di conseguenza

    trasportate al più vicino centro di riciclo competente.

    Alla discarica verranno confluiti anche tutti gli imballaggi e gli scarti derivanti dai

    materiali utilizzati, dopo essere stati opportunamente differenziati.

    Quantità di materiale derivante dallo scavo:

    • mc.3500 derivante dallo scavo dall’opera di presa e dissabbiatore di cui 500 da

    riutilizzare per le opere di sistemazione esterna e di reinterro.

    • mc.6000 derivante dallo scavo per la posa della tubazione di cui 1000 per la opere di

    sistemazione esterna e reinterro.

    • mc.5000 derivante dallo scavo della centrale di cui 2000 per l’operazione di

    ritombamento.

    Per un totale di mc.14500 materiale di terra derivante dagli scavi di cui mc.3500 da

    riutilizzare per la sistemazione dei terreni e mc.11000 da conferire nella discarica

    autorizzata.

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

    50

    1.5.3 misure di prevenzione delle emissioni e riduzione dell’utilizzo delle risorse naturali

    Riguardo alle emissioni si avrà un impatto esclusivamente in fase di cantiere derivato

    dall’utilizzo dei macchinari d’opera in quanto in fase di regime non si prevede

    l’emissione di alcunché. La misura di prevenzione è data dall’utilizzo di macchinari di

    nuova generazione con marchio CE a scarico controllato.

    Riguardo all’utilizzo di risorse naturali occorre puntualizzare che la risorsa per

    eccellenza utilizzata in questo intervento è l’acqua; si rimanda pertanto l’attenzione

    alla relazione di analisi ambientale e alla relazione idrologica nelle quali sono stati

    affrontate tutte le problematiche legate all’utilizzo di tale risorsa.

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

    51

    2. DESCRIZIONE DELLE ALTERNATIVE

    La scelta progettuale adottata è il frutto di un approfondita analisi del corso d’acqua e della

    situazione della valle del Lys compiuta in prima istanza dai proponenti in quanto profondi

    conoscitori della realtà locale.

    Il tratto è stato individuato per le seguenti ragioni:

    - a fronte di una relativamente breve lunghezza della condotta si ha un

    importante dislivello, dovuto al repentino e rilevante salto di quota del Lys a

    monte del confine tra i due comuni interessati, che permette di ottenere una

    buona produzione di energia in funzione dell’acqua disponibile;

    - il prelievo di acqua ha influenze minime sulle derivazioni irrigue nel tratto

    sotteso che sono inutilizzate da decenni; tali derivazioni non saranno peraltro

    inficiate dall’intervento che garantirà comunque il mantenimento di un deflusso in

    grado di garantirne il prelievo;

    - la zona dell’intervento è ampiamente servita da infrastrutture stradali

    l’organizzazione delle aree di cantiere risulta poco onerosa sia in termini monetari

    che sotto il profilo ambientale;

    Sono state prese in considerazione diverse alternative ma quelle possibili avrebbero

    determinato maggiori impatti soprattutto in termini ambientali per l’organizzazione del

    cantiere e avrebbero richiesto lunghezze di condotta maggiori con conseguente maggiori

    investimenti e minor appetibilità dell’intervento.

    Nella descrizione del percorso della condotta sono indicate, anche schematicamente, alcune

    alternative di tracciato in alcuni tratti dove al condotta potrebbe esser posizionata sotto

    strada anziché parallela alla stessa. L’alternativa principale riguarda il posizionamento della

    centrale di produzione che in un primo momento era stato ipotizzato a monte del villaggio a

    ridosso del percorso storico “strada lombarda”. Al fine di mitigare gli impatti nei confronti

    dell’abitato e del percorso storico si è optato per la soluzione proposta che non modifica la

    quota di turbinamento ma sposta il fabbricato in posizione più defilata e paesaggisticamnete

    accettabile

  • Impianto idroelettrico sul torrente Lys– Studio di Impatto ambientale – rev 01 -

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    L’opzione zero, cioè quella di non realizzare l’impianto, è stata scartata in quanto

    l’intervento risulta economicamente vantaggioso; tale aspetto non sarebbe naturalmente

    sufficiente se non fosse accompagnato da un limitato impatto sulle componenti ambientali e

    se non fosse coerente con le azioni globali in tema di produzione di energia.

    La Valle d’Aosta, grazie alla ricchezza di risorse idriche, ha potuto da sempre produrre

    consistenti quantità di energia idroelettrica destinata anche al consumo nazionale.

    Il deficit energetico nazionale, determinato dalla carenza di disponibilità interna e

    dall’elevato costo di acquisto delle materie prime, insieme all’impoverimento progressivo

    della disponibilità di idrocarburi, di gas combustibili, ai problemi ambientali legati ai processi

    di combustione e alla produzione di energia nucleare, fanno crescere l’interesse per tutte le

    fonti di energie alternative.

    Anche piccoli interventi come quello proposto concorrono ad aumentare la quota di energia

    “pulita” prodotta nel nostro paese e, nel quadro di un programma nazionale di risparmio

    energetico e di sviluppo compatibile, costituiscono un contributo non trascurabile.

    Dopo le recenti interruzioni di energia ed i problemi energetici riscontrati soprattutto nelle

    stagioni estive, l’incremento delle disponibilità mediante lo sfruttamento di energia

    rinnovabile sta diventando uno degli obiettivi politici prioritari a livello nazionale e regionale.

    Le volontà politiche del governo regionale espresse attraverso il Piano territoriale

    paesaggistico e nei piani di legislatura recenti sono finalizzate allo stimolo e al supporto alla

    produzione di energia con sistemi eco-sostenibili.

    3. DESCRIZIONE DELLE COMPONENTI SOGGETTE AD IMPATTO

    Al fine di evidenziare le componenti dell’ambiente soggette ad impatto, si è ricorso alla

    redazione di liste di controllo, evidenziando dapprima le azioni elementari che il progetto

    comporta in fase realizzativa, poi in fase di gestione ed in fase di eventuale abbandono; a

    seguire le interferenze dirette che tali azioni producono sull’ambiente ed in ultimo le linee

    di impatto di interesse primario, distinguendo quindi gli impatti in positivi e negativi.

    AZIONI ELEMENTARI

    Sono identificate le azioni elementari dovute all’intervento nelle fasi di cantiere di esercizio

    e di abbandono.

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    Cantiere

    Movimenti di terra:

    Sbancamenti di suolo e sottosuolo

    Creazione di stoccaggi temporanei

    Realizzazione di opere permanenti

    opera di derivazione sul torrente Lys

    condotta forzata

    edificio centrale con opera di restituzione

    Realizzazione di opere temporanee

    Aree di stoccaggio materiali

    Accesso all’area della centrale

    Utilizzo di mezzi

    Escavatori cingolati, escavatori di tipo Kamo

    Autocarri

    Trattori, dumper, saldatrici, seghe circolari

    Autoveicoli

    Realizzazione di opere provvisoniali e per cantiere

    Posa di baracche per il cantiere

    Recinzioni in rete plastificata verde

    Presenze umane

    Operai e tecnici

    Realizzazione di opere di ripristino ambientale

    Inerbimenti scavi in trincea lungo la condotta

    Ripristini in superficie presso il dissabbiatore e la centrale con riporto di terra

    precedentemente stoccata, pulizia e semina di essenze locali

    Rifacimento della sede stradale ove interessata

    Esercizio

    Funzionamento della centrale

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    Rumore prodotto dalle turbine e dalla reimmissione dell’acqua nel Lys

    Manutenzione

    Personale addetto a controllo e manutenzione

    Aumento traffico nelle zone interessate

    Abbandono

    Dismissione della condotta o riconversione per utilizzi agricoli

    Conversione della centrale

    Smaltimento dei macchinari di produzione

    FATTORI PRIMARI DI INTERFERENZA

    Cantiere

    Movimenti terra

    Occupazione di fasce di suolo

    Interferenza con la strada regionale di Gressoney

    Eliminazione di fasce di vegetazione prativa ed arbustiva spontanea

    Compattazione del suolo

    Interferenza con corso del Lys

    Movimentazione macchinari, traffico

    Realizzazione di opere permanenti

    Occupazione di porzioni di territorio

    Interferenza con Torrente Lys

    Realizzazione di opere temporanee

    Occupazione di fasce di territorio

    Introduzione di nuovi elementi nel paesaggio

    Utilizzo di mezzi

    Diffusione di polveri

    Emissioni di gas di scarico

    Rumore

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    Realizzazione di opere per il cantiere

    Temporanea occupazione di suolo

    Incisioni per aree di stoccaggio

    Presenze umane dur


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